Sicurezza
Tares, un fondo anti-stangata
L’amministrazione vuol attenuare gli aumenti. Coluccini: situazione insostenibile
MASSAROSA. Riunione concitata la scorsa sera tra imprenditori, commercianti e amministrazione comunale. Al centro del dibattito le tasse, e gli aumenti in particolare per la Tares, la tassa sui rifiuti, che per alcune categorie registrerà un aumento fino al 250%. Per il Comune erano presenti l'assessore alle finanze Adolfo Del Soldato e quello al commercio Federico Pierucci. Troppi i balzelli sulle imprese del territorio, alle prese con una crisi senza precedenti, hanno sottolineato i commercianti. Da parte sua, il Comune, si è impegnato a studiare una sorta di fondo di riequilibrio, per cercare di dare un aiuto ai settori merceologici più colpiti dagli aumenti (su tutti, gli ortofrutta). Sulla Tares intervengono anche Alberto Coluccini di Massarosa Civica e Roberto Picchiani degli Innovatori, con un comunicato congiunto. «Risulta realmente insostenibile - scrivono - la Tares applicata sui commercianti ed imprese produttive di Massarosa, magari sommata a tutti gli altri aumenti della tassazione Comunale, dove ciò che non è stato aumentato è solo quello che non poteva poiché già al massimo». Pure nella consapevolezza che il "peccato originale" e la colpa principale è nel governo centrale, che sia Berlusconi, Prodi, Monti o Letta, non si può non vedere gli errori, magari piccoli ma incisivi economicamente di chi governa Massarosa oggi». Per Picchiani e Coluccini «non serve essere bravi amministratori pubblici quando c'è "grasso che cola", è quando ci si trova ad affrontare situazioni e periodi difficili che si dimostra se si è capaci di impattare positivamente. Non si può dire che la giunta di sinistra possa dire di essere vicina alle imprese quando si decide di coprire il 30% dei costi dei rifiuti del Comune con la Tares sulle imprese quando queste generano costi solo per il 18% che tradotto in numeri vale circa € 500mila di maggiore Tares chiesta alle imprese».
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