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Vigili smentiti dal giudice imprenditore assolto

Vigili smentiti dal giudice imprenditore assolto

LIDO. Un sorpasso azzardato in piena notte, un semaforo rosso non rispettato. Gli agenti della polizia municipale di Camaiore che si lanciano all’inseguimento. E alla fine individuano un sospetto. Ne...

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LIDO. Un sorpasso azzardato in piena notte, un semaforo rosso non rispettato. Gli agenti della polizia municipale di Camaiore che si lanciano all’inseguimento. E alla fine individuano un sospetto. Ne nasce una discussione dalla quale scaturisce una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale contro un noto imprenditore della notte versiliese. Ma alla fine in tribunale tutte le accuse cadono: nelle ricostruzioni fatte dagli agenti per il giudice Nidia Genovese ci sono troppe contraddizioni e per gli stessi sarebbe stato impossibile individuare l’auto a distanza e di notte. E così per il pratese Giacomo Menici, titolare del Vienna Luce di Marina di Pietrasanta sono arrivate l’assoluzione con formula piena e l’annullamento della pesante contravvenzione. Il successo è stato ottenuto grazie al lavoro dell’avvocato Luca Innocenti di Pistoia: in aula è arrivato anche un ingegnere che ha ricostruito la “scena del crimine” smentendo le dichiarazioni degli agenti.

Il fatto contestato sarebbe avvenuto nella notte del 14 settembre 2008. Gli agenti erano fermi ad un posto di blocco al distributore accanto all’ex Griglia del Mare sul viale Colombo. A un certo punto un’auto di grossa cilindrata che arrivava dalla direzione Arlecchino ha superato una colonna di macchine ferme al semaforo (rosso) tra il viale Colombo e la via Italica. Il pirata della strada, visti i vigili, avrebbe poi svoltato verso il viale Pistelli. Secondo le dichiarazioni fatte dagli agenti della polizia municipale questi, senza mai perdere di vista l’auto, l’avrebbero raggiunta e fermata di fronte alla Bussola.

Per i vigili il colpevole dell’infrazione sarebbe stato Menici in quel momento fermo davanti alla Bussola dopo aver chiuso il suo locale attorno alle 3. Sin dall’inizio l’imprenditore ha detto di essere vittima di un errore. Ma i vigili - come è stato ribadito in tribunale - hanno detto di essere sicuri. Il comandante Carlo Palmerini avrebbe anche accusato Menici di resistenza a pubblico ufficiale dopo una discussione sul ritoro della patente.

In aula le accuse fatte dai vigili e le loro ricostruzioni sono state considerate deboli e contraddittorie. In particolare di notte sarebbe stato impossibile tenere d’occhio continuamente l’auto in fuga in mezzo agli alti palazzi che circondano via Italica e via Pistelli. Alcuni testimoni - altri automobilisti fermati dalla pattuglia - hanno anche smentito le dichiarazioni sulla presunta aggressione. E così la versione della polizia municipale non ha retto di fronte al giudice.

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