Lutto
In skate da Prato a Lido contro la discriminazione
Exploit di un giovane cingalese che da anni vive e lavora in Versilia «Volevo dimostrare che sappiamo fare molto di più che vendere fiori»
LIDO. Ha voluto dimostrare ai suoi amici che abitano con lui a Lido di Camaiore che sarebbe riuscito nella piccola impresa di percorrere in skate il tragitto da Prato a Viareggio. Perché per Tipu Haider, trentenne originario del Bangladesh, lo skate è il suo mezzo di locomozione.
È in Italia da otto anni, ha lasciato il suo Paese giovanissimo alla ricerca di un lavoro, come tanti altri suoi connazionali.
In Versilia è arrivato quattro anni fa, ma prima ha lavorato come cameriere e commesso in Arabia Saudita, dove ha vissuto due anni, poi in Svizzera e in altri Paesi Europei. Parla inglese, francese, tedesco, arabo oltre che l'italiano.
Dopo essere stato in diversi posti nel suo girovagare è arrivato anche nel nostro Paese. Ha vissuto per un certo periodo anche a Prato, da dove è voluto partire in skate l'altra mattina alle 7 per arrivare a Viareggio nel tardo pomeriggio. La sua impresa è stata documentata lungo il tragitto anche da alcune foto.
«Nel percorso per raggiungere Viareggio -dice - mi sono fermato bussando alla porta di qualche abitazione, ho chiesto se mi offrivano da bere o qualcosa da mangiare, avevo con me infatti pochi soldi, ho trovato la collaborazione di tanta gente. È stato davvero tutto molto bello e sono felice di essere riuscito in questa piccola impresa».
Ma c'è un motivo particolare del perché l'hai fatta? «Per dimostrare prima a me stesso, che si può fare anche qualcosa di diverso che vendere fiori, come tanti miei amici e concittadini del Bangladesh, con i quali condivido le esperienze quotidiane».
Sei soddisfatto di come è andata? «Sì, ho rischiato che qualcuno mi investisse lungo il percorso, però alla fine è andata bene. Ringrazio il dottor Filippo Troiani, che mi ha aiutato nel fornirmi le ruote per lo skate e poi una mia amica che mi carica definendomi per questa mia grande passione per lo skate "Cavallo selvatico"».
Come è nata la passione per lo skate? «L'ho scoperto da ragazzino, poi come detto non avendo nessun mezzo per muovermi, lo utilizzo per spostarmi. Ci vado anche fino al Cinquale e Forte dei Marmi, dove ho degli amici».
Lavori in questo momento? «No ho terminato la stagione al Bagno Cavalluccio a Lido di Camaiore, in precedenza ero stato cameriere al Bar Grimaldi. Mi piace stare a contatto con il pubblico, quindi cerco un lavoro che mi possa dare questa possibilità».
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