Il Tirreno

Versilia

Il Festival Puccini d’ora in poi avrà programmi biennali

Il Festival Puccini d’ora in poi avrà programmi biennali

La nuova presidente Adalgisa Mazza promette grandi nomi, biglietti meno cari e il teatro più accessibile a tutti

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VIAREGGIO. Lavora per il festival di Torre del Lago da trent’anni, ne conosce come nessun altro la storia e la macchina operativa ed è letteralmente innamorata di Giacomo Puccini. A lui, al maestro, dedicherà il primo atto da presidente della Fondazione: andrà a visitare la sua tomba. «Lo devo fare – spiega Adalgisa Mazza, poco dopo aver ricevuto l’incarico dal sindaco – perché Puccini mi ha cambiato l’esistenza, me l’ha resa più bella, incontrarlo è stata la mia fortuna».

Una vita per il festival. E in effetti tutta la vita professionale di Adalgisa Mazza, 48 anni, laureata in lettere moderne con specializzazione nelle discipline dello spettacolo, è legata al compositore e al festival. Qui ha iniziato a lavorare come addetta alla biglietteria e dentro la Fondazione ha fatto carriera, diventando prima assistente di produzione quindi direttore e adesso appunto presidente. Continuerà a svolgere il lavoro di direttore di produzione, per l’incarico di presidente non percepirà alcuna indennità (come i suoi predecessori) e in più rinuncerà ai rimborsi spese che finora invece erano previsti.

Programmazione biennale. «Per me è un onore assumere questo incarico, dal momento che opero nell’ambito del festival da tanti anni» ha detto non nascondendo la gioia e l’emozione. «Per una manifestazione come questa – sottolinea elencando i punti salienti del suo progetto per il Festival - la programmazione è fondamentale: la crisi economica non ha facilitato il nostro compito fino ad oggi. Questa, però, non può più essere una scusa: il Festival Puccini deve avere una programmazione almeno biennale».

Cinque milioni per partire. Le risorse, da questo punto di vista, non mancherebbero: dal Comune la Fondazione riceve un contributo di 685mila euro, al quale vanno sommati un milione di euro di contributi ministeriali, più altri 600mila euro provenienti dal Fondo unico per lo spettacolo, 260mila euro dalla Regione e 229mila euro di una legge per i festival dedicati ad un singolo compositore. «Speriamo - aggiunge Mazza, che è anche responsabile dell’area Cultura del Pd toscano - di attingere anche ad alcuni fondi europei tramite la Regione. In tutto, calcolando anche gli introiti dei biglietti, che qui sono rilevanti, possiamo partire sapendo di contare su circa cinque milioni di euro. Basteranno per impostare subito una programmazione biennale che presenteremo già entro i primi giorni di ottobre. E vedrete che saranno stagioni bellissime».

Biglietti meno cari. Il calendario degli appuntamenti non è l’unica priorità per Mazza: «Vogliamo facilitare la vendita dei biglietti all’estero, attraverso vari circuiti, e abbassare i prezzi. Vogliamo che il teatro sia sempre pieno. Inoltre vogliamo snellire la burocrazia del Festival: non esiste che si debbano impiegare mesi per accedere a un atto. Allo stesso modo, serviranno la massima trasparenza e un nuovo regolamento per la concessione dei biglietti omaggio, ma anche per sconti e convenzioni per i lavoratori del mondo dello spettacolo».

Il teatro sul lago. «È una struttura che tutto il mondo ci invidia - sottolinea Mazza - e che dobbiamo fare funzionare a pieno regime. Il teatro ha costi alti, è vero, ma deve essere visto come una risorsa: deve essere aperto e accessibile a tutti, agli studenti che vogliono fare delle tesi sull’argomento e agli appassionati di lirica che vorranno assistere alle prove di uno spettacolo. In tal senso, sarà cruciale il recupero del rapporto con Viareggio e, soprattutto, con Torre del Lago e i torrelaghesi».

Luciano Menconi

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