Il Tirreno

Versilia

Errore del giudice rallenta il processo sulla strage

di Donatella Francesconi
Errore del giudice rallenta il processo sulla strage

Il Gup Alessandro Dal Torrione forma il fascicolo per il dibattimento escludendo le relazioni della Scientifica, foto, filmati, rilievi, tutto materiale irripetibile

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VIAREGGIO. Fuori i morti dal processo per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009: era questa l’aria che si respirava ieri mattina in Tribunale, ultima “puntata” dell’udienza preliminare davanti al Gup Alessandro Dal Torrione. E se gli avvocati degli imputati hanno provato a non far arrivare le relazioni dei medici legali sul tavolo del giudice che dal 13 novembre avrà tra le mani il processo vero e proprio, Alessandro Dal Torrione ha fatto peggio. Escludendo dal materiale in base al quale il giudice dovrà iniziare a familiarizzare con il procedimento i rilievi della polizia scientifica, i filmati, le foto. Tutto il materiale contenuto nel tomo 14 dei voluminosi atti messi insieme dalla Procura in tre anni di indagini. Foto tra le quali ci sono, appunto, anche quelle dei cadaveri delle vittime. Chi ha avuto il coraggio di confrontarsi con queste immagini può raccontare che mai fotografie di corpi orrendamente straziati riportano con così tanta forza alla vita. Quella che scorreva placida in una sera di prima estate, via Ponchielli, pochi minuti prima di mezzanotte, pochi attimi prima che niente fosse più come prima. Per i morti. E per i vivi rimasti a piangerli e a cercare verità e giustizia.

«Il processo ha già perso un anno»: è il commento, corale, degli avvocati delle parti civili, arrivato appena è stato chiaro che il giudice per l’udienza preliminare aveva tenuto fuori dal fascicolo per il dibattimento l’intero tomo. Tra le proteste della Procura (guidata da Aldo Cicala) rappresentata in aula dai pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino.

Il materiale in questione - spiegano i legali dei familiari delle vittime - potrà e dovrà rientrare nel processo. Ma perché ciò sia possibile sarà necessario citare nella lista testi tutti coloro che a produrre quei materiali hanno lavorato. Gli agenti della polizia scientifica (di Viareggio, Firenze, Livorno e Massa), i vigili del fuoco arrivati da mezza Toscana e tutti gli altri.

Se nel fascicolo per il dibattimento entrano, da codice di procedura penale, tutti gli atti irripetibili, è difficile capire come mai Alessandro Dal Torrione abbia escluso, per esempio, la relazione della polizia scientifica di Massa (Tomo 14, disco 1): quella in cui gli agenti, chini sui binari in mezzo all’infrastruttura devastata, misurano centimetro per centimetro, metro dopo metro, la corsa impazzita del treno deragliato e le conseguenze che ne derivano. Un lavoro prezioso, decisamente irripetibile, che ha fatto da guida a chi ha poi condotto le indagini.

Irripetibili sono, poi, tutte le riprese effettuate dai vigili del fuoco. Alcune hanno fatto il giro del mondo, come quella del salvataggio di Leonardo Piagentini, estratto dalle macerie dell’abitazione nella quale hanno perso la vita la madre ed i fratellini.

Vola l’elicottero della polizia di Stato sopra l’alba livida di via Ponchielli, tetti neri e macerie fumanti. Mentre un telo verde ricopre il corpo di Rosario Campo, ad un passo dalla Croce Verde distrutta, le cui telecamere hanno ripreso i momenti terribili di quando è scoppiato l’inferno. Ed ancora, foto e misurazioni della Polfer arrivata da Milano, le immagini dei mezzi distrutti (che non ci sono più), dell’assile che si è spezzato e viene posto sotto sequestro ed imballato, i rilievi sulla cisterna. Niente di questo finirà subito nelle mani del giudice del processo. Ci andranno, invece, tutte le consulenze legate all’incidente probatorio più discusso che la storia della giustizia lucchese ricordi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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