Il Tirreno

Versilia

Il Governo ai balneari «Così possiamo salvarvi»

di Matteo Tuccini
Il Governo ai balneari «Così possiamo salvarvi»

Confermato il progetto di ridisegnare la linea di costa per aggirare la Bolkestein La parte con le cabine sarebbe opzionabile dal concessionario. Evitando l’asta

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VIAREGGIO. Ora c’è l’ufficialità. Confermando per intero le anticipazioni pubblicate dal Tirreno la settimana scorsa, il sottosegretario allo Sviluppo economico Pierpaolo Baretta ha raccontato ieri a Roma il progetto del Governo sulle spiagge. L’idea è di trovare un compromesso con la direttiva Bolkestein (e l’Unione Europea) per salvare i balneari. Mettendo a gara solo la parte con ombrelloni e sdraio, e assegnando al balneare - tramite un diritto di opzione il cui prezzo sarebbe stabilito dallo Stato - la parte con le strutture. Evitando l’asta.

Di fronte a esponenti politici e sindacati di categoria c’erano Baretta e il direttore dell’Agenzia del Demanio, Stefano Scalera. «L’orientamento politico espresso dal sottosegretario, nella maggior parte condiviso - spiega Manuela Granaiola, senatrice del Pd che era presente - è stato quello di mettere a punto i due grandi temi sul tappeto: una soluzione strutturale che consenta una diversa applicazione della Bolkestein che tuteli la specificità italiana, ed una soluzione tecnica che metta ordine nella eccessiva differenziazione dei canoni, anche per cercare di risolvere l’urgente problema dei “pertinenziali” (gli stabilimenti incamerati dallo Stato, ndr) che dalla Finanziaria 2007 si sono visti addebitare canoni insostenibili».

«L’ipotesi che sta maturando - prosegue la Granaiola - è quella di ridefinire la linea del Demanio, anche attraverso una modifica del Codice civile e del Codice della navigazione tesa a definire esattamente i concetti di arenile, spiaggia e lido del mare e a superare il concetto di facile e difficile rimozione, concetto ormai superato e fuorviante. Si tratta di rendere patrimonio disponibile quanto attualmente è indisponibile. E consentirne l’acquisizione con una soluzione che prevederebbe (Europa permettendo) una opzione per il concessionario uscente, rendendo così inutile la gara». Il meccanismo dovrebbe essere quello del diritto di superficie, che lascia la proprietà al pubblico ma consente di godere del bene in maniera illimitata. «Mentre per quanto rimane del Demanio marittimo - continua la Granaiola - resterebbe la procedura di gara, con una clausola di salvaguardia nei confronti di chi è al di là della linea. Poiché dovranno essere affinati tutti i dettagli tecnici, ci sarà a breve una riunione ristretta con il sottosegretario, le associazioni, i parlamentari che si sono occupati della materia, l’Agenzia del Demanio e l’Anci. Nel frattempo - conclude - ho presentato un disegno di legge».

Soddisfatti i sindacati balneari. «Si intuisce, finalmente - affermano Sib, Fiba e Cna balneatori - la volontà di trovare soluzioni condivise al problema della categoria. Premesso che tutti i partecipanti al tavolo hanno concordato che sia prioritariamente necessario verificare a fondo e con forza con l’Unione Europea gli stessi meccanismi di salvaguardia adottati dalla Spagna, si è ipotizzata la possibilità di introdurre nel nostro ordinamento meccanismo giuridici in grado di consentire la stabilizzazione delle imprese. Abbiamo ritenuto l’ipotesi interessante e certamente da approfondire, condizionando il giudizio alla certezza della proposta che riguarda la possibilità di attuare un’opzione certa a favore degli attuali concessionari, e che tutto il sistema, notoriamente diversificato sul territorio nazionale, possa esservi compreso. Un altro elemento fondamentale, è quello che sia previsto un periodo transitorio sufficientemente lungo». Almeno, cioè, fino al 2020.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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