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Versilia

ReteVersilia, l’idea di Betti «La rilevino i Comuni»

di Donatella Francesconi
ReteVersilia, l’idea di Betti «La rilevino i Comuni»

Un euro per ciascun cittadino per recuperare i 160mila euro necessari E traghettare l’emittente tv legata alla Misericordia verso una nuova vita

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VIAREGGIO. Istituzione di un Comitato promotore finalizzato alla costituzione di una società ai sensi dell'articolo 2333 del codice civile per il salvataggio di Rete Versilia: è la proposta che il Comune di Viareggio mette sul tavolo della crisi di Rete Versilia, aggravata dai licenziamenti arrivati martedì. Capofila dell’iniziativa di costituzione del Comitato sarebbe - questa l’ipotesi che inizia a farsi strada - lo stesso Comune di Viareggio (entro 7 giorno da ieri) aperto a tutti i Comuni della Versilia e della Provincia. Con quali risorse è presto detto: lo stanziamento per ciascuno dei sette Comuni di un euro a cittadino. Operazione che permetterebbe di mettere insieme un capitale calcolato in poco più di 160mila euro, necessario per ripartire. Dopo avere ottenuto in affitto dall’attuale gestore della televisione privata «le frequenze e le strumentazioni per la durata di due anni prorogabile, con opzione di acquisto al termine dell'affitto, individuando sulla base del piano di cui sopra la nuova organizzazione del personale, le mansioni ed i ruoli, tramite un piano economico e finanziario che deve prevedere il pareggio di bilancio». Piano da mettere a punto - il progetto ha una tempistica già definita - entro il 15 novembre prossimo.

I sette Comuni della Versilia - che al momento, è bene ricordarlo, non riescono a far funzionare neppure l’impianto di compostaggio rifiuti di Pioppogatto - si danno all’editoria? Non è questo l’intento, viene spiegato. Il progetto, così come immaginato in base ai margini offerti dalla legge, ha la caratteristica di fare da “ponte”. Per arrivare alla costituzione di una società, nelle cui mani possa vivere Rete Versilia, e nella quale vi siano anche soggetti privati.

Perchè l’iniziativa possa arrivare al risultato occorre che venga redatto«un Piano industriale triennale di rilancio delle emittente, finalizzato alla costituzione di una società per mezzo di pubblica sottoscrizione sulla base di un programma che ne indichi l'oggetto, il capitale, le principali disposizioni dello statuto, l'eventuale partecipazione dei soggetti pubblici e le forme di coinvolgimento dei privati anche tramite azionariato popolare». Tutto questo va definito entro la fine di ottobre.

Tra i passaggi che l’iter delineato dovrà avere c’è, e non potrebbe essere diversamente, l’approvazione dell’operazione da parte dei consigli comunali della Versilia, con l’idea che la salvezza delle televisione stia a cuore alle maggioranze ma anche alle opposizioni. Ed infine la vera e propria costituzione della nuova società e l’inizio dell'attività, «prevedendo fin da subito che l'intervento pubblico sia limitato nel tempo per massimo tre anni».

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