La manifestazione
Dirigenti del Comune, scontro sull’organizzazione
Presentato lo schema di macrostruttura a tutti i dipendenti comunali Tre i nodi ancora aperti: polizia municipale, urbanistica e cultura spezzettata
VIAREGGIO. Presentazione ai dipendenti del Comune della nuova macrostruttura, che altro non è che la nuova organizzazione della dirigenza dell’Ente. Sindaco e assessore al personale hanno illustrato quanto già reso pubblico nei giorni scorsi. Chiedendo proposte e collaborazione in un clima che mira al coinvolgimento e non a far calare scelte dall’alto. È in questo senso che Leonardo Betti ha assicurato di voler quanto prima fare quel “giro” tra i dipendenti del Comune che a più voci gli viene rimproverato di non aver ancora fatto.
La nuova organizzazione dei dirigenti è uno degli impegni che il primo cittadino si era preso fin dalla campagna elettorale. Il “parto” in realtà pare più difficile del previsto. Perché gli equilibri del Palazzo sono fragili e gli uffici di sindaco e assessore Servetti hanno visto la fila di persone a perorare cause e controcause, al grido di “io con quello non lavoro”, trasformando la navigazione verso la nuova macrostruttura in una bufera permanente tra veleni di varia natura.
D’altra parte Laura Servetti, parlando con il “Tirreno”, era stata chiara nell’affermare che «se vi sono situazioni davvero insostenibili, c’è la mobilità...». Nel senso di quello strumento che permette di cambiare Comune nel quale lavorare.
Il braccio di ferro sembra ancora tutto ancora aperto. E tre sono i punti critici del lavoro da portare a termine. Il Comando della polizia municipale avrebbe bisogno di trovare “pace” dopo il valzer di dirigenti e le tempeste tra le quali ha navigato. C’è poi la questione del ruolo di Riccardo Raffaelli, che il centrodestra del sindaco Lunardini ha trasformato in super-dirigente, concentrano nelle sue mani lavori pubblici, edilizia, urbanistica, ambiente. Franco Allegretti, architetto e dirigente all’urbanistica con le amministrazioni Marcucci, è stato relegato - per stessa ammissione dell’assessore Servetti - in “castigo”. Ma il nuovo schema di macrostruttura, al momento, non sembra tirarlo fuori da dietro la lavagna.
Modifiche in arrivo anche per il settore cultura, sbriciolato dall’incompatibilità tra PierNelloMartelli (ed i suoi “fedelissimi”) e Giulio Marlia (oggi al sociale). La città che ad ogni dichiarazione tenta di far credere di voler puntare proprio su questo valore, anche ai fini turistici, rischia di avere due dirigenti alla cultura, con ulteriore spezzettamento delle competenze ed una Galleria d’arte moderna e contemporanea separata dal resto del sistema museale.
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