Il Tirreno

Versilia

Pietrasanta piange il sindaco Giovannini

di Michele Morabito
Pietrasanta piange il sindaco Giovannini

Guidò l’amministrazione dal 1985 al 1992 ma non smise mai l’impegno pubblico

4 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. Se ne è andato a 78 anni, nella notte tra domenica e lunedì, Moreno Giovannini, sindaco di Pietrasanta dal 1985 al 1992. Ha ceduto ai postumi di una malattia che lo ha accompagnato negli ultimi anni della sua vita. Con lui se ne va un protagonista della politica pietrasantina: socialista e antifascista, sindaco continuatore di quella stagione che vide la trasformazione di Pietrasanta durante i 15 anni di guida comunista con sindaco Rolando Cecchi Pandolfini.

La stagione della rinascita di Pietrasanta dopo un lungo dopoguerra e una serie di maggioranze instabili era cominciata nel 1970 quando il Psi aveva abbandonato l'alleanza con la Dc dell'amministrazione Luchi e aveva formato una alleanza di sinistra con il Pci. Nel 1983, dopo la terza conferma dell'amministrazione Pci-Psi e del sindaco Pandolfini, una straordinaria affermazione personale di Giovannini lo aveva lanciato alla carica di vicesindaco con l'accordo tra i due partiti per una staffetta a metà mandato che si concretizzò nel novembre 1985, quando Pandolfini, già in precarie condizioni di salute, lasciò la poltrona di sindaco ma non gli scranni del consiglio comunale.

Giovannini portava in consiglio il suo impegno in particolare nel settore sociosanitario che aveva maturato come ultimo presidente del consiglio di amministrazione dell'ospedale Lucchesi e quindi come vice presidente del distretto sociosanitario dell'Alta Versilia prima della riforma che portò alla istituzione delle Usl. Vicesindaco di Pietrasanta divenne Maurizio Picchi e in giunta figuravano tra gli altri Carlo Carli all'urbanistica e Manrico Nicolai alla cultura.

Giovannini e la sua amministrazione proseguirono idealmente l'azione del sindaco Pandolfini che aveva portato al risanamento del bilancio della città, all'acquisizione della Versiliana, del Sant'Agostino, della Rocca, della metanizzazione del territorio, delle grandi riforme che stavano gettando le basi per la Piccola Atene. Giovannini si trovò a gestire una eredità pesante come quella di Pandolfini, ma non fu un semplice traghettatore dalla Prima alla Seconda Repubblica: nel suo mandato proseguirono quelle azioni virtuose di ammodernamento del territorio di Pietrasanta. Proseguì la pedonalizzazione del centro storico liberato finalmente dalle macchine che rese necessaria la costruzione di tutto il sistema di infrastrutture attorno al centro. Un passo decisivo fu la realizzazione del sottovia di Pontestrada, laddove era stato realizzato venti anni prima il campo di viale Marconi con la chiusura del passaggio a livello.

L'altro grande intervento strutturale riguardò l'area della stazione ferroviaria dove fu realizzato il sottopasso pedonale e l'Area Terminal con un grande parcheggio che si trovava a due passi dal centro storico. Nel 1988 la grande avanzata socialista compensò la perdita di due consiglieri comunali del Pci: i valori in Giunta si spostarono a favore del Psi e i rapporti tra le due anime della maggioranza si fecero più tesi, ma non inficiarono la buona azione dell’amministrazione.

Giovannini fu rieletto sindaco (vice era Fortunato Angelini) dal consiglio comunale e governò con equilibrio la crisi che si venne a creare nella maggioranza dopo la crisi del gruppo del partito comunista. L'azione amministrativa non segnò il passo, anzi in quegli anni si rinnovò tutto il patrimonio scolastico e si arrivò al 1992 senza grossi problemi fino alla dissoluzione del gruppo comunista e l'uscita di due consiglieri comunali dalla maggioranza. Erano gli anni delle prime rivelazioni di tangentopoli che non sfiorarono mai il sindaco pietrasantino che viveva il suo impegno politico come missione al servizio della cittadinanza, tanto che nel momento della crisi di Giunta seppe anche farsi da parte per permettere la prosecuzione delle amministrazioni di sinistra, favorendo l'elezione alla carica di primo cittadino di Macchiarini, fuoriuscito dal dissolto gruppo della Dc e che a sorpresa, nelle ultime ore prima del commissariamento del Comune, fu eletto sindaco con una votazione a sorpresa. Non durò molto e dopo pochi mesi giunse comunque il commissario prima delle elezioni amministrative del marzo 1993 in cui Pietrasanta per prima testò l'elezione diretta del sindaco e che elessero Manrico Nicolai.

Era finita l'alleanza di sinistra che aveva governato la città dal 1970 al 1992 per vicende nazionali e internazionali, ma le amministrazioni Pandolfini e Giovannini avevano formato la classe amministrativa che ancora oggi guida la città e avevano mutato Pietrasanta in quello che è oggi. Moreno Giovannini visse un'epoca di transizione, ma non fu un uomo di passaggio. È stato un pietrasantino che amava la sua città e dedicò la sua vita alla sua crescita.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa