Il Tirreno

Versilia

L’insegnante per lei non c’è, ragazzina disabile resta a casa

di Roy Lepore

La decisione della madre: l’alternativa è che resti in classe senza fare niente Manca il personale di sostegno che sostituisca il titolare in malattia

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VIAREGGIO. Vista l'assenza dell'insegnante di sostegno per la bambina diversamente abile che frequenta la seconda media dell'Istituto "Don Milani" al Varignano una mamma ha deciso di lasciare a casa la figlia, a partire da oggi. «Dall'anno scorso manca l'insegnate di ruolo - racconta la donna -. Era stata rimpiazzata da una supplente, dopo che anche nella passata stagione l'inizio dell'anno fu segnato da non poche difficoltà. Quest'anno, dopo che la scuola è iniziata, mia figlia non ha l'insegnante di sostegno. Non è stata nominata neppure la supplente e tutto questo ha creato non pochi problemi».

Per spiegare come sia la situazione in concreto la madre continua: «Mia figlia è in classe con gli altri compagni e mi sarei aspettata che in questa fase in cui le manca un sostegno gli altri insegnanti potessero in qualche modo dare un occhio anche a mia figlia, che è solo aiutata da alcuni compagni. Altrimenti in questa fase iniziale dell'anno scolastico sarebbe rimasta in classe senza fare nulla. In questo modo preferisco allora tenerla a casa e seguirla da sola. Ormai posso essere come un insegnante di sostegno: aiuto infatti mia figlia a compilare delle schede che le servono per seguire un programma. Mi sarei aspettata che, anche se non compete loro, che gli altri insegnanti per non farla sentire un peso per i compagni stessi l'avessero aiutata un po'. Ed invece probabilmente devono seguire il loro programma di istruzione per gli altri ragazzi e hanno lasciato da parte mia figlia. Ecco perchè da oggi rimarrà a casa fino a quando non arriverà l'insegnante di sostegno che mi hanno detto forse ci sarà entro la fine del mese».

La donna sottolinea di essersi rivolta «al vice preside, perchè la preside non c'è e ha promesso di parlare con gli altri insegnanti. Però, evidentemente, non è stato troppo convincente, perchè non è cambiato nulla». Sulla vicenda è stato sollecitato anche il Provveditorato «affinché mandino al più presto un insegnante. Però la questione dipende dalle risorse economiche che arrivano dal Governo, quindi - così mi è stato detto - cercheranno di fare il possibile. Il Comune ha messo a disposizione un assistente a supporto dell'insegnate di sostegno, ma questa figura non ha compiti didattici, quindi la bimba non viene seguita e poi non sono garantite le ore complete che deve essere coperta l'assistenza. Insomma, la situazione è pesante. E mi sono resa conto che questi bambini, e non sono pochi purtroppo, che hanno problemi di questo genere, sono un peso per la società e le famiglie vengono lasciate sole, abbandonate con i loro problemi. Sono stanca di dover lottare contro i mulini a vento, spero solo che qualcuno si renda conto che nella società ci sono anche questi problemi da risolvere. Non parlo solo per il mio caso, ma per tutti coloro che come me si trovano in questa situazione assurda. Un po' di generosità e comprensione però me la sarei aspettata, ed invece solo i compagni di mia figlia a cui dico grazie le sono stati vicini. Da oggi però resterà casa, così non sarà di peso a nessuno, fino a quando non arriverà l'insegnante di sostegno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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