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Versilia

«C’era chi sapeva degli abusi»

«C’era chi sapeva degli abusi»

Mentre avanza l’inchiesta della Procura, c’è chi racconta come si provò a fare ordine

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VIAREGGIO. «Cosa sta accadendo in porto oggi? Va in scena la battaglia viareggina per le concessioni demaniali». Chi mastica di porto e nautica così racconta lo scenario sotto gli occhi di tutti, oggi che sulle Darsene cittadine pesa un’inchiesta della Procura di Lucca. «Nel progetto di privatizzazione della Viareggio porto datato 2006 - e qui entrano in gioco politica e amministrazioni - alla società pubblico/privata si prevedeva di assegnare la Madonnina ed il Triangolino, ma anche 80 posti barca contati sulle banchine interne, utilizzando l’articolo 45 bis del codice della navigazione. Le stesse banchine che oggi sono oggi oggetto delle contestazioni mosse dall’inchiesta».

Insomma, chi mastica di porto ma anche della politica che lo governa, non ha dubbi nell’affermare che «qualcuno era perfettamente a conoscenza che in porto qualcosa non tornava». E - questa la conclusione del ragionamento - «se l’operazione di affidamento al soggetto pubblico fosse andata a buon fine, forse la magistratura non si sarebbe mossa».

Un quadro complesso che suscita almeno una riflessione spontanea: il gioco di prestigio che veniva fatto sulle banchine ai lavori avveniva sotto gli occhi di tutti, un po’ come accade con il gioco delle tre carte nelle piazzole degli autogrill. Questo significa una cosa sola: che tutti i soggetti che operano in porto non potevano non vedere e non sapere. Compresi i cantieri della nautica grande e piccola: «Ai cantieri faceva comodo sì - continua il nostro interlocutore -: da qualche parte le barche vanno pure appoggiate. Non è difficile ricordare che cosa accadeva quando di imbarcazioni ce n’erano e al ritorno dai saloni non si sapeva più dove metterle...».

La battaglia per riposizionarsi rispetto a nuovi spazi e nuove regole sembra appena iniziata: «Mentre tutto intorno la crisi rischia di farci tutti “secchi” mentre rincorriamo progetti...». (d.f.)

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