Sicurezza
Misericordia sotto inchiesta «Non mi risulta, sono tranquillo»
Parla Monciatti: «Non ho ricevuto comunicazioni dalla Finanza, poi non si sa cosa può succedere Abbiamo dei problemi ma li stiamo risolvendo. Reteversilia? Gli stipendi saranno messi in pari»
VIAREGGIO. «Non mi risulta che la Misericordia sia sotto inchiesta da parte della Guardia di finanza. Io, almeno, non ho ricevuto comunicazioni in questo senso. Poi non si sa mai cosa può succedere».
Roberto Monciatti, grande capo dell’associazione di volontariato, è sotto attacco. Le accuse e le segnalazioni di problemi in via Cavallotti - dai soldi che non ci sono alle ambulanze che stanno ferme in garage - non si contano. E poi c’è il caso Reteversilia, la televisione di cui Monciatti è editore in quanto presidente della Misericordia. E che da mesi vede i dipendenti in stato di agitazione perché non ricevono gli stipendi. «Vi chiedo, però, di distinguere le due vicende se potete. Sono diverse», dice lui. Che conferma con le parole, semmai ce ne fosse stato bisogno, di non aver alcuna intenzione di farsi da parte.
L’inchiesta delle Fiamme gialle. Monciatti sostiene di non aver notizia né sentore dell’interessamento della Finanza sui conti della Misericordia. «Sono quelle cose che rispuntano periodicamente - dice - ma sostanza non ce n’è». Eppure sono state le Fiamme gialle a confermare la notizia. «Se è così, che se ne prendano la responsabilità, e raccontino nel dettaglio su cosa stanno indagando. Se possono farlo, ovviamente».
La vicenda delle ambulanze. Secondo Monciatti «la Misericordia ha dei problemi che sta gloriosamente risolvendo. Stiamo tagliando tutte le spese inutili e mantenendo i servizi inalterati. Tra l’altro c’è un risveglio del volontariato che mi ha colpito». Parlando di servizi, se sono rimasti inalterati allora sarà rientrato anche il problema delle ambulanze, rimaste ferme in più di un’occasione. «Anche questa è una cosa non vera - replica Monciatti - detta da qualcuno e riportata così come era venuta fuori. Ribadisco che non c’è alcuna situazione irrimediabile, basta guardare i bilanci: non c’è dissesto né fallimento, chi usa questi termini non sa quello che dice. La situazione economica, come detto, non è semplice ma stiamo facendo passi da gigante per rimetterci in piedi. C’è chi è scappato, io no. E finché ci sarò lavoreremo in questa direzione».
Gli impegni su Reteversilia. Altra patata bollente, che non si può non legare alla Misericordia visto che fanno parte della stessa famiglia (per quanto Monciatti insista a considerarle due vicende separate) è Reteversilia. L’emittente tv sta vivendo un travaglio continuo, tra dipendenti sul piede di guerra, scioperi e persino episodi come quello di venerdì sera, leggi il taglio dei cavi in regia che raccontiamo nel box sottostante. E che ha creato un clima ancora più pesante negli studi di via Cavallotti. «C’è uno stato di agitazione dei lavoratori che va avanti da tempo - afferma Monciatti - tra l’altro è scattato senza dare alcun preavviso, ma tant’è. Per quanto mi riguarda, come tv abbiamo l’obbligo di informare e questo obbligo deve essere rispettato: ecco perché continuiamo a fare informazione. Detto questo, gli stipendi devono essere messi in pari». Già, ma con quali tempi? Nell’incontro di venerdì mattina convocato in Provincia sulla situazione di Reteversilia, il presidente della Fondazione Misericordia Brunello Farnesi ha spiegato che l’intenzione è saldare i quattro mesi di arretrati entro la fine del mese. Anche se l’istituto di credito a cui si è rivolta l’associazione per avere della liquidità non ha ancora dato una risposta. «Confermo gli impegni presi da Farnesi - dice il presidente Monciatti - ma non fatemi scendere nel dettaglio, perché di queste questioni ho incaricato lui e lui ne deve parlare. Consentitemi, però, di dire qualcosa a proposito dell’interesse della Provincia: spero che l’ente di Palazzo Ducale sia altrettanto solerte con le altre emittenti televisive così come lo è stato con la nostra. Anch’io, infatti, farò le mie valutazioni».
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