Il dolore
L’auto del clan finisce alla Caritas
Viareggio: confiscata alla banda di Saetta dopo un’operazione anti-usura della polizia, ora porterà in giro i volontari
VIAREGGIO. Finisce alla Caritas l’auto che portava in giro gli uomini del clan di Vincenzo Saetta. Una Fiat Idea, confiscata pochi mesi fa dopo un’inchiesta della squadra mobile della questura di Lucca su un giro di usura inVersilia, è stata consegnata ieri mattina dal questore Claudio Cracovia al presidente dell’associazione di volontariato Claudio Puccinelli.
L’automobile era stata confiscata assieme a un’altra auto, due appartamenti - uno a Viareggio, l’altro a Torre del Lago - e trenta conti correnti di esponenti riconducibili al clan Saetta, operante a Viareggio e in Versilia e ritenuto collegato alla camorra. In totale, il valore complessivo dei beni superava i 2 milioni di euro. Questi beni sono stati girati all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che ha sede a Reggio Calabria e che ha il compito di venderli o donarli. La questura, che da anni collabora con la Caritas ed il Gruppo volontari accoglienza immigrati di Lucca, ha avanzato la candidatura di questo ente benefico affinché ai volontari fosse assegnata una autovettura delle due confiscate, di cui il presidente Claudio Puccinelli lamentava l'estremo bisogno per le tante incombenze caritatevoli cui nel quotidiano i volontari si dedicano. La squadra mobile ha avviato l'incartamento agli uffici della Agenzia nazionale, sottolineando i nobili fini perseguiti dall’ente ed esprimendo parere positivo alla cessione di una autovettura. Nei giorni scorsi è arrivato il decreto di definitiva assegnazione della Fiat Idea confiscata al gruppo criminale.
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