Il Tirreno

Versilia

Betti: «Così coprirò il buco di sei milioni che ho ereditato»

di Luciano Menconi

Aggiustamenti finanziari, piccole economie, recupero Ici I tagli veri rinviati al 2015. «Ma nel frattempo il quadro cambierà»

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VIAREGGIO. Quando Leonardo Betti è stato eletto sindaco, il 10 giugno scorso, il commissario prefettizio Domenico Mannino aveva appena dato il via libera al bilancio preventivo. Sono bastate poche settimane per scoprire che i conti del municipio erano tutt’altro che a posto: entrate Ici più che incerte per almeno due milioni e mezzo, il taglio del contratto di servizio con la Viareggio Patrimonio per una cifra più o meno identica risultato non attuabile, e altre voci da rivedere. Risultato: un buco di 5,9 milioni di euro. Da coprire - almeno sulla carta - subito, con la manovra di assestamento che il consiglio comunale deve approvare entro il 30 settembre. Un’impresa titanica, in questi tempi di austerità e di tagli dal governo centrale, per qualunque comune delle dimensioni di Viareggio. Quasi impossibile se quel comune si ritrova con crediti non incassati per 126 milioni di euro, 9 dei quali relativi a prima del 2007 e quindi ormai inesigibili, a fronte di debiti non ancora saldati per 128 milioni. Se poi si aggiungono cause milionarie (Ferragamo, impianto di Falascaia, eccetera), la situazione finanziaria tutt’altro che rassicurante delle società partecipate e tutte le incognite che accompagnato il balletto Imu sì-Imu no, Tares e post Tares che ogni settimana rimbalzano da Roma, ecco che il quadro diventa praticamente insostenibile.

Invece, grazie a una serie di aggiustamenti contabili, piccole economie e soprattutto al decreto legge dell’8 aprile scorso che consente in sostanza alle amministrazioni locali di attingere dal fondo accantonamenti dei residui attivi, il bilancio può essere assestato.

Leonardo Betti ovviamente non può fare salti di gioia, perché il quadro finanziario che ha ereditato dai predecessori resta molto difficile e preoccupante, ma ha buoni motivi per essere soddisfatto. «La relazione dell'assessore al bilancio Alessandro Caprili è stata predisposta e sarà presto presentata al consiglio comunale e alla città, comunque non più tardi del 30 settembre. Io posso dire che abbiamo trovato una situazione più grave del previsto, perché abbiamo dovuto prendere atto che il bilancio preventivo del commissario prefettizio aveva un disequilibrio di 5,9 milioni, a cui peraltro va aggiunto il milione e mezzo di disavanzo del bilancio 2012, oltre al quadro relativo a residui attivi e passivi (crediti e debiti) molto difficile. Tuttavia non ci troviamo in una condizione di dissesto, che va assolutamente evitato. Per quanto riguarda quest’anno il bilancio siamo riusciti ad assestarlo: grazie al decreto legge per il riequilibrio finanzario abbiamo ridotto il buco a 3,8 milioni, che possiamo spalmare sui prossimi tre anni, contando anche su recupero Ici, interventi come ad esempio quello che ci consente di risparmiare 90mila euro all’anno sulle cremazioni funebri, e altri tagli marginali».

In questo modo restano da recuperare solo 800mila euro, che - come spiega l’assessore al bilancio Alessandro Caprili - vengono caricati sull’ultimo anno del triennio su cui si possono spalmare le spese, il 2015. Qui entrano in gioco i tagli veri: 400mila euro per il sociale, 200mila per la Fondazione Carnevale e altrettanti per la Fondazione Puccini. «Ma si tratta - sottolinea Betti - di tagli teorici, visto che da qui al 2015 il quadro dovrà necessariamente cambiare, e avremo il tempo per rivedere gli spazi di manovra».

Come? Visti i debiti accumulati, visto che con l’Imu (che torni o sparisca per sempre) non si può pensare di incassare un euro di più e visto che l’addizionale Irpef è già al massimo, sembra utopia. «Le strade - sostiene Betti - ci sono: rinegoziare i mutui come abbiamo già cominciato a fare, rivedere i contratti di servizio con le società partecipate (dalla Mover al trasporto pubblico), fare economia sui consumi ma soprattutto valorizzare il nostro patrimonio (non solo dismissioni) e fare gli investimenti necessari a rilanciare l’economia e l’occupazione. Per questo abbiamo bisogno dell’aiuto della Regione e su questo fronte posso dire che le prospettive sono buone. Insomma, nonostante il buco di bilancio e la situazione più difficile del previsto, intendiamo rispettare gli impegni assunti in campagna elettorale. Cercheremo di dare risposte per l’occupazione e di attirare investimenti su Viareggio, e appena possibile proveremo a mettere a punto i correttivi necessari per poter abbassare le tariffe».

Chiusa la vicenda Porto-Ferragamo (nei prossimi giorni verrà fissato l’appuntamento dal notaio per la firma dell’accordo), resta il capitolo società partecipate. «Nei prossimi novanta giorni - annuncia Betti - valutereno nel dettaglio la situazione dei crediti e dei debiti di ciascuna di loro in modo da avere un quadro chiaro dei rispettivi bilanci. Sulla Viareggio Patrimonio abbiamo già più volte esplicitato il nostro obiettivo di farla tornare società di riscossione dei tributi spogliandola progressivamente di tutti gli altri servizi, al fine di ottimizzare meglio la sua stessa natura. Col nuovo amministratore unico stiamo ancora lavorando sul bilancio ereditato dalla passata amministrazione da cui si evincono forti e potenziali crediti di dubbia esigibilità».

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