Il Tirreno

Versilia

Seravezza trova i soldi per il sostegno scolastico

di Tiziano Baldi Galleni
Seravezza trova i soldi per il sostegno scolastico

Il governo taglia i fondi, il Comune stanzia 150mila euro per i bimbi disabili Il sindaco: a Roma litigano per l’Imu e si dimenticano di chi ha davvero bisogno

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SERAVEZZA. Se non fosse intervenuta l’amministrazione comunale forse qualche bambino disabile, iscritto alla scuola di Seravezza, quest’anno sarebbe rimasto senza insegnante di sostegno. L’Istituto Enrico Pea, infatti, non riceverà abbastanza soldi dallo Stato per coprire il costo per i sostegni scolastici, così ci penserà il Comune che ha stanziato centocinquantamila euro. Intanto i genitori degli alunni erano già pronti ad andare a Roma per protestare davanti al Ministero dell’Istruzione.

La richiesta di ore di sostegno che l’Istituto comprensivo Enrico Pea di Seravezza ha fatto è maggiore rispetto all’anno precedente: 2.400 per tutto l’anno scolastico. Ma le ore concesse dal provveditorato della Provincia sono poco più della metà. «La nostra ragioneria ha lavorato al massimo per trovare la somma necessaria a coprire questo vuoto - spiega Roberta Lombardi, assessore al sociale del comune di Seravezza - siamo riusciti con grande orgoglio a soddisfare la richiesta fatta da sei plessi del nostro territorio e non è rimasta esclusa neppure un’ora di sostegno per i bambini disabili iscritti al nostro istituto».

Anche l’anno scorso il Comune di Seravezza era dovuto intervenire per compensare la mancanza di assistenti, e aveva versato novantamila euro. Ma quest’anno l’Istituto Enrico Pea ha avuto un’esigenza maggiore e il comune ha dovuto racimolare centocinquantamila euro. «Nonostante l’aumento di richiesta anche quest’anno siamo riusciti a dare la copertura a tutte le scuole - commenta Ettore Neri, sindaco di Seravezza - tuttavia, come ho detto anche ai genitori degli alunni coinvolti, non ci possiamo adagiare sul fatto che siamo riusciti a trovare i soldi, ma dobbiamo manifestare questo disagio allo Stato e alle atre istituzioni competenti».

Cosa che le famiglie erano già pronte a fare prima che intervenisse l’amministrazione. «I genitori erano pronti - prosegue Roberta Lombardi - ad andare a Roma a protestare contro questa ingiustizia».

Il problema del sostegno ai ragazzi disabili, a tutti i livelli dell’istruzione, è frutto della riforma Gelmini che ha dimezzato le ore per gli insegnati che assistono i ragazzi nelle ore di lezioni. Magari anche soltanto per accompagnarli al bagno oppure per un programma di studi personalizzato, come spesso viene fatto per ogni singolo alunno con disabilità diverse.

«È da giorni che al Governo si stanno picchiando per decidere se tagliare o meno l’Imu - commenta Ettore Neri - e intanto ci si dimentica dei bambini che hanno bisogno di un sostegno: è una vergogna».

E per Roberta Lombardi è inaccettabile lasciare la patata bollente in mano delle amministrazioni locali. «Noi facciamo le formiche - spiega - per impegnarci a coprire le esigenze prioritarie dei nostri cittadini, e oltretutto il Governo non ci permette neppure di programmare a lungo termine il nostro bilancio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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