La manifestazione
Per la Tares stangata “mitigata”
Lo afferma il vicesindaco Del Soldato: abbiamo fatto il possibile per ridurla
MASSAROSA. «Senza il nostro intervento la stangata Tares sarebbe stata molto più forte. Anche Massarosa protesta per il decreto Calderoli-Tremonti che ha imposto gli aumenti». Risponde così il vicesindaco di Massarosa Adolfo Del Soldato alle accuse mosse dal Pdl e in particolare da Carlo Bigongiari. Del Soldato snocciola alcune percentuali che fanno vedere come il decreto contestato dai comuni imponesse aumenti incredibili, mitigati dal lavoro delle amministrazioni locali. Per i ristoranti il decreto prevedeva un più 254% di tassa sui rifiuti, “ridotte” aun 165% nel nuovo bilancio massarosese. Discorso simile per i bar con un 217% contro un 135% finale. In compenso fa notare con malizia Del soldato la tassa è stata abbassata per le banche. «Queste percentuali parlano da sole - afferma Del Soldato - l'Amministrazione Mungai condivide la sacrosanta protesta che sale in tutti gli 8.092 comuni Italiani contro la vergogna del decreto Calderoni-Tremonti, (D.leg. N. 23 del 14.3.2011 art. 14) non modificato dai Governi successivi, che colpisce le attività economiche in modo iniquo e dannoso. Ciò che la legge ci consentiva è già stato fatto, portando al minimo di legge il contributo variabile delle categorie più tartassate. Sul contributo fisso la legge non ci consentiva di fare niente. Dopo Caderoli e Tremonti è venuto il governo Monti il quale sapendo che la Tares avrebbe determinato un extra-gettito a tutti i Comuni ha pensato bene di rapinare l' equivalente dai trasferimento dello Stato e infatti al comune di Massarosa i trasferimenti dello stato sono stati tagliati passando dai € 6.500.000 del 2011 ai € 3.200.000,00 del 2012 fino ai € 2.000.000,00 previsti per il 2013. Le posizioni dell'opposizioni non sono oneste intellettualmente- prosegue Del Soldato. Non si può fare credere ai cittadini che questo rincaro esagerato dipenda da questa amministrazione quando le stesse cose succedono in tutta Italia».
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