Sicurezza
Incubo aumenti per i commercianti della Passeggiata
Le concessioni portano cifre irrisorie al Comune, ma se vengono ritoccate una clausola capestro fa lievitare gli affitti
VIAREGGIO. Alzi la mano chi non ha controllato cifre e nomi, leggendo la pagina del “Tirreno” con l’elenco delle concessioni della Passeggiata ed i relativi canoni versati al Comune. «È evidente che vi sia una categoria di privilegiati che, malgrado la dura crisi economica che sta colpendo le attività, continua a godere di posizioni di rendita inaccettabili»: Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini per Viareggio e Torre del Lago, sintetizza bene il pensiero collettivo.
Pensiero che deve confrontarsi con le paure dei commercianti, quelli che pagano affitti salatissimi ai concessionari che nelle casse del Comune fanno finire poche decine di migliaia di euro. A fronte di aumenti decisamente pesanti ad ogni rinnovo di contratto: dai mille ai 3mila euro minimo, come testimoniano i racconti che raccogliamo quasi quotidianamente. Così, una volta rese note le cifre, lungo le attività commerciali della Passeggiata è serpeggiata un’unica paura: che l’amministrazione comunale del sindaco Betti decida di procedere con un aumento delle cifre dovute all’Ente pubblico dai concessionari. In questo caso i prezzi richiesti per gli affitti dei fondi nei quali vivono le attività commerciali che sono il volto della Passeggiata rischierebbero di andare alle stelle.
«Infatti - ricorda Massimiliano Baldini - la maggior parte dei contratti di affitto di azienda prevedono normalmente la clausola automatica di adeguamento dell'affitto all'aumento del canone di concessione. Cioè, i concessionari si tutelano nei confronti di chi esercita l'attività mettendosi al riparo da qualsiasi aumento della concessione da parte del Comune prevedendo un meccanismo che scarica sull'imprenditore l'eventuale incremento del canone».
In realtà siamo già in un quadro in cui - pur restano tali e quali le cifre chieste dal Comune - gli affitti continuano ad aumentare, anche a costo di tenere i fondi chiusi se da 8mila euro al mese si passa a diecimila in un colpo solo. Costringendo i commercianti a gettare la spugna. Con il risultato che i fondi della Passeggiata finiscono uno dopo l’altro alle catene nazionali e internazionali che possono reggere il peso degli affitti proposti.
È necessario - continua Baldini - «prevedere una modifica della normativa attuale che sia studiata con attenzione e concordata fra le parti in causa. Un eventuale semplice aumento "tout court" dei costi delle concessioni porterebbe sì un beneficio alle casse comunali ma, senza meccanismi di salvaguardia, finirebbe per ricadere nuovamente sulle spalle delle attività e delle imprese che, "becche e bastonate", finirebbero per dover chiudere e licenziare i lavoratori».
Resta, al centro del ragionamento, la questione più generale delle concessioni e delle rendite che da esse derivano. Che si tratti di Passeggiata, stabilimenti balneari o cantieri della grane nautica. Un tema che Confesercenti ha posto anche sul tavolo dell’amministrazione comunale, incontrando in questi giorni l’assessore Alessandro Caprili: si affronti «una generale ridiscussione del tema delle concessioni e delle sub concessioni», è la richiesta dell’associazione di categoria.
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