Attenzione
Crepe al Cecco Rivolta Dopo sei mesi è ancora mistero
Il pavimento del centro per bambini in via di Mezzo si spaccò nei giorni delle frane: le cause non sono ancora chiarite
CAMAIORE. L'ipotesi peggiore, quella di un fenomeno sinkhole, pare essere scongiurata. Ma prima di restituire il Cecco Rivolta alla cittadinanza si faranno altre ricerche, sull'edificio e sul terreno sopra cui poggia. L'amministrazione comunale, più che in fretta, pare intenzionata a voler far bene. E togliere ogni dubbio prima di riaprire lo storico edificio di via XX settembre, in pieno centro a Camaiore. L'edificio è infatti chiuso dallo scorso marzo. Era il periodo in cui le abbondanti piogge facevano registrare smottamenti e frane sulle colline, le più dannose quelle di via di Contra e via Colletto Santucci. Ma in quei giorni anche il Cecco Rivolta subiva un danno: al pavimento in particolare, che all'improvviso si era gonfiato. Evacuato l'edificio (che era utilizzato dalla Crea, da allora trasferita in via delle Fossetta) partirono le prime indagini geologiche superficiali da parte dell'ufficio tecnico e della protezione civile del Comune di Camaiore. Che hanno scongiurato problemi seri (in quel caso non solo per l'edificio ma per una parte del centro storico di Camaiore) della sinkhole. «Abbiamo ritenuto - spiega l'assessore ai lavori pubblici Simone Leo - per un puro principio di precauzione e prudenza massima, di avere tutte garanzie sul fatto che non ci siano problemi geologici importanti. Già le prime indagini hanno dato risultati positivi. Però visto che si tratta di una struttura pubblica che ospita bambini, vogliamo togliere qualsiasi dubbio». Per questo qualche giorno fa il Comune ha affidato un incarico all'ingegner Giambattista Bonaldi di Castelnuovo Garfagnana per una spesa di circa 9 mila euro. Per completare i rilevi sulla struttura, attraverso saggi nelle mura dell'edificio e un saggio sul solaio al pian terreno. In sostanza un carotaggio per capire se il problema è nella struttura dell'edificio, vecchio di qualche decina di anni. Ma saranno verificate anche le fognature della zona, visto che un fenomeno del genere potrebbe anche essere stato causato né dal terreno né dall'edificio ma semplicemente da un problema di fognatura. «L'obiettivo è quello di aprire di nuovo l'edificio e ospitare lì la Crea - conferma Leo - ma solo quando sapremo che non c'è rischio».
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