Sicurezza
Sinistra divisa sul destino dell’ex caserma
La Federazione della sinistra difende il progetto della Provincia: sì alla vendita ai privati
VIAREGGIO. Mentre Sinistra ecologia e libertà cerca di riassorbire lo choc di ritrovarsi divisa sul futuro dell’ex caserma dei carabinieri in via Mazzini, torna ad intervenire la Federazione della sinistra. Con Lucio Lucchesi, capogruppo in consiglio provinciale: «Il nodo è semplice - scrive Lucchesi -: cambiare la destinazione d'uso della vecchia caserma dei carabinieri per poterla vendere e poter realizzare, in un luogo consono e pratico (al Marco Polo) una nuova scuola superiore capace di poter offrire migliori servizi e una qualità della scuola ancora maggiore».
Oggi che Viareggio ha un nuovo sindaco - prosegue il capogruppo della Federazione in Provincia - «non ci possono essere più scuse o ritardi. È necessario un incontro urgente tra le due amministrazioni per definire i dettagli e arrivare ad ottenere un risultato storico per Viareggio. In Provincia la posizione è chiara da tempo: appartamenti all'ex caserma e con il ricavato investire sulle scuole a partire dalla realizzazione di un nuovo, moderno, ampio polo scolastico-liceo scientifico al Marco Polo. Poi, il Comune, a quel punto, può fare quello che vuole all'attuale liceo scientifico».
Non ci saranno - assicura Lucchesi con forza - «cambiamenti di vedute e non passeranno mozioni alternative alla linea già presa dalla maggioranza di centrosinistra, e appoggiata non solo dalla maggioranza. La Provincia ha già deciso da tempo e si è già espressa più volte. Punto e basta. La consigliera Lazzerini ha presentato un ordine del giorno in consiglio comunale: partiamo da li e mettiamo, una volta per tutte, al tavolino le due amministrazioni. Facciamo presto però, non perdiamo di nuovo questa occasione storica per Viareggio e la Versilia».
Sinistra divisa, dunque, in più opinioni. Con Sel spaccata sul progetto illustrato dalle parole di Lucchesi, perché una parte del partito che esprime il vice sindaco ritiene che l’immobile debba rimanere con una destinazione interamente pubblica.
Nel mondo imprenditoriale, se qualche interesse potrebbe esservi all’acquisto - così si dice - non è certo alle condizioni di prezzo (intorno ai 6 milioni) proposte oggi dalla Provincia.
Tra ristrutturazione ed oneri l’intervento porterebbe a realizzare appartamenti da oltre 8mila euro al metro quadrato. In una zona dove oggi si vende sotto i sei. Insomma, al momento l’intervento non sembrerebbe così appettibile. E non sono tempi da rischiare nell’attesa che il vento cambi.
La voce che non si è sentita su questo argomento è quella del sindaco Betti. Abbiamo chiesto ieri di potergli rivolgere qualche domanda in merito, ma non abbiamo ricevuto risposta alcuna.
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