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ReteVersilia in sciopero. I lavoratori scrivono al vescovo

ReteVersilia in sciopero. I lavoratori scrivono al vescovo

VIAREGGIO. I sindacati Slc-Cgil e Fistel-Cisl hanno indetto insieme ai lavoratori di ReteVersilia, l'emittente che fa capo alla Misericordia uno sciopero continuativo di tutti i lavoratori a partire...

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VIAREGGIO. I sindacati Slc-Cgil e Fistel-Cisl hanno indetto insieme ai lavoratori di ReteVersilia, l'emittente che fa capo alla Misericordia uno sciopero continuativo di tutti i lavoratori a partire da ieri fino a lunedì 23 settembre. Verrà registrato un comunicato sindacale, che andrà in onda durante i Tg nei giorni di sciopero.

Ormai la situazione comincia a farsi critica: da quattro mesi i dipendenti non riscuotono e la proprietà non mantiene gli impegni presi con i sindacati. Non è stata inoltre rinnovata la cassa integrazione, tre dipendenti hanno presentato una vertenza all'azienda. La proprietà senza concordarlo ha messo in ferie da ieri tre dipendenti, per tre e quattro settimane lasciando in redazione solo due persone. «In questo modo non si può lavorare - dicono i dipendenti dell’emittente - viene compromessa la qualità dell'informazione. Con queste decisioni vengono condizionate alcune trasmissioni, tra queste anche quelle dello sport. Ecco perchè abbiamo deciso di scioperare. Di questa iniziativa abbiamo informato anche l'Assostampa».

Intanto, della questione Reteversilia si parlerà domani in Provincia in un confronto che vede coinvolti tutti gli Enti. I lavoratori hanno anche scritto una lettera all'Arcivescovo di Lucca, Italo Castellani. «Ci rivolgiamo a lei come guida pastorale della nostra comunità - scrivono - alla luce della grave situazione di crisi economica e umana che da molti mesi sta colpendo e condizionando la vita quotidiana di noi lavoratori. Ad aggravare tutto questo è l'atteggiamento dell'azienda e della Misericordia di Viareggio che ne è proprietaria a fornire risposte concrete ai lavoratori. Una condotta distante dallo spirito di cristiana solidarietà dell'Arciconfraternita, che 13 anni fa ha intrapreso il suo inconsueto percorso imprenditoriale nel campo della comunicazione e informazione. Dopo mesi di logorante attesa e incondizionata fiducia alla proprietà constatiamo con dispiacere l'inadeguatezza delle risposte ricevute. Certi che il nostro profondo disagio non sia sfuggito alla sua attenzione, confidiamo in una sua manifestazione di solidarietà e in un suo deciso richiamo affinchè tali valori cristiani non abbiano più a vacillare».

Roy Lepore

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