Il Tirreno

Versilia

Nari ora punta al titolo europeo

di Luca Basile

Il ciclista disabile pietrasantino pronto ad una nuova sfida a Praga

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PIETRASANTA. C’è sempre un obiettivo dietro l’angolo per Fabio Nari, il 43 enne pietrasantino, che in sella ‘ al suo triciclo’, ha conquistato le competizioni più importanti, riservate alle persone diversamente abili, a livello nazionale ed internazionale.

Il prossimo appuntamento è in agenda nel fine-settimana - sabato 21 e domenica 22 - a Praga: parliamo del titolo di campione europeo e tanto basta per farci capire - visto che al via ci saranno i migliori specialisti su scala mondiale - dove Nari, che pedala ogni giorno, sotto la calura più opprimente o ancora inseguito da pioggia e vento,  è riuscito ad arrivare.

Perché Nari è un talento, questo si, ma è soprattutto la sua voglia di non arrendersi, di andare oltre il dolore fisico e le difficoltà del quotidiano,  degna di essere raccontata alla  vigilia della kermesse europea «Era il 2005, con la bici facevo qualche ripetuta lungo le salite di Capriglia, - ricorda Fabio - quando su un tornante mi scontrai con un altro ciclista: la sua testa finì contro la mia carotide. Sul momento non sembrò niente di grave. E invece..».

Pochi giorni dopo ‘ l’imprevedibile’ – a detta dei medici: si staccò un embolo. Per una diagnosi conseguente, emiparesi della parte sinistra che significò varcare il lato più oscuro della vita, dove anche il gesto più semplice della vita di ogni giorno era, ed è, cosa complicata».

  «Per un anno -  ci disse tempo fa Nari - la mia vita fu legata alla carrozzella, usata per spostarmi, a lunghe terapie e a giornate infinite a chiedermi perché. E allora la forza la devi trovare dentro te, solo dentro te. E nelle persone che ti vogliono bene; soprattutto mia moglie, i miei cari. Con un sogno ricorrente: quello di tornare in sella. A pedalare. Questo pensiero, ricorrente, mi ha aiutato molto».  «Lentamente - continua Fabio - sia pure appoggiandomi ad un bastone, sono tornato a camminare; ma non poteva bastare. Sapevo bene qual era il mio desiderio di fondo. La molla che mi spingeva ad insistere, a non fermarmi nella fisioterapia. E così, su internet, ho contattato Fabrizio Macchi, il campione disabile e, tramite lui, un altro atleta che mi ha messo a disposizione questa sorta di triciclo. E giorno dopo giorno, metro dopo metro, ecco, ho riconquistato me stesso. La mia vita. Il resto, il tesseramento con una società di Parma, le uscite all'aria aperta, sono state una logica e significativa conseguenza».

Messa così sembra quasi una sorta di passeggiata: non lo è e mai lo sarà. Fabio Nari ha cominciato a vincere nel 2010 e con il ‘ triciclo’ che lo accompagna in ogni sua impresa ha conquistato 7 titoli italiani, fra competizioni su strada e a cronometro,  2 titoli europei e tante altre medaglie. Così come ha realizzato imprese che il solo raccontarle ti mettono addosso un insopportabile senso di fatica: scalare, ad esempio. il versante più duro del Mortirolo. «Una soddisfazione senza eguali, ma è stato anche bello partecipare  al recente Memorial Viareggio-Cardoso, “ Un fiore a Sant'Anna",  perchè lo sportivo deve essere anche solidale. Ed io in tutto questo credo molto». Adesso Praga ed una nuova medaglia da conquistare. Anche se a dire il vero Fabio Nari continua a vincere ogni giorno e non smetterà mai di farlo.

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