Sicurezza
Enrico Letta manda le spiagge all’asta
Choc tra i balneari: oggi in Consiglio dei ministri la riforma che prevede le gare delle concessioni e ne rivede la durata
VIAREGGIO. Il tam tam tra i balneari rimbalza nel pomeriggio: «Il governo di Enrico Letta ci sta affossando». Increduli, i concessionari si telefonano a vicenda e si scrivono su Facebook. Scoprendo che - secondo un’anticipazione di Rainews24 - nella bozza del piano “Destinazione Italia” che arriverà oggi in Consiglio dei ministri c’è anche una parte succosa che riguarda le spiagge. E che prevede una rivoluzione nel sistema di assegnazione e gestione delle concessioni demaniali.
Nella bozza si parla di gare necessarie «per accrescere la concorrenza»: vanno rivisti i criteri di assegnazione delle concessioni e si anticipa una revisione della durata dei contratti. Inoltre, si punta ad affrontare anche la questione dei canoni da adeguare «a valori di mercato». Perché - affermano dal governo - le spiagge «garantiscono all’Erario introiti soltanto per circa 130 milioni di euro all'anno». Non è dato sapere, però, se si conferma la scadenza dei titoli al 2020, come approvato dal Parlamento circa un anno fa.
Ma qual è l’obiettivo di questo piano del governo, che verrà specificato meglio a ottobre? Secondo Rainews le 35 operazioni previste, tra cui quella della spiagge, devono dire basta alla sindrome dell’outlet, per la quale attrarre investimenti esteri significherebbe svendere allo straniero per fare cassa. Così come si vuole stoppare la sindrome di Fort Apache, che tenderebbe a fare alzare muri per difendersi dal declino.
In realtà, l’esecutivo guidato da Letta sembra riprendere quelle che erano le intenzioni e i programmi del fu governo Monti. Dopo essersi visti bocciare il decreto che dava il via alle aste con indennizzi e aiuti alle imprese balneari, i ministri di Monti hanno lottato a lungo contro i partiti, che invece puntavano a una proroga delle concessioni, in scadenza il 31 dicembre 2015. Proroga che, come detto, c’è stata. Con grande scorno dell’ex premier e dei suo colleghi, alcuni dei quali (leggi Enzo Moavero Milanesi) sono presenti anche nel governo di Letta.
Tutto questo, naturalmente, sta scatenando la reazione del popolo in canotta rossa.
Ieri pomeriggio nel blog di donne balneari “Donnedamare” si leggeva a commento della notizia: «Non sarebbe opportuno che i nostri sindacati organizzassero una seconda Bologna? Cosa si aspetta? Ci dicono da tutte le parti che la proroga salterà. Ormai non è una sola voce, ma sono diventate troppe e non possiamo fare finta di nulla. Come sempre. Questo ci porterà alle aste e a perdere le nostre concessioni». Il leader storico dei balneari Emiliano Favilla è già sul piede di guerra: «Ci mobilitiamo ancora, contro chi vuole rovinarci e contro chi fa finta di niente». Giovedì 26 era già stato fissato un incontro a Roma con il sottosegretario all’economia Pierpaolo Baretta e alcuni esponenti politici. A questo punto, diventa ben più calda di quanto si potesse immaginare.
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