Sicurezza
Appello per l’inchiesta sui tumori
L’Asl risponde a un cittadino preoccupato: risultati entro fine anno
VIAREGGIO. Appello all’Asl perché concluda al più presto l’inchiesta sui tumori, che dovrà fare il più possibile luce sul perché la Versilia abbia da anni il record di morti. Lo fa Giovanni Giusti, un paziente di Viareggio.
«Di recente - scrive Giusti - mi sono sottoposto ad un piccolo intervento chirurgico all’ospedale Versilia; oltre alla professionalità e la gentilezza dimostrata devo ringraziare la struttura per la disponibilità ad ascoltare anche la mia tempistica. Durante il breve ricovero ho incontrato un’amica che era in ospedale per assistere il figlio affetto da un improvviso e grave tumore. Ascoltando il suo strazio mi ha colpito il suo sottolineare la presenza in reparto di tanti giovani con problemi simili e il suo disperato chiedersi da mamma il perché di questo andirivieni di giovani pazienti. Senza dimenticare, ovviamente, chi di età diversa vi era ospite per le stesse problematiche».
«Superata l’impotenza di non riuscire neanche a consolare l’amica - prosegue il paziente - giorni dopo ho riflettuto sull’episodio e l’ho collegato, da padre e da cittadino, alla memoria di altri casi che hanno interessato la nostra comunità versiliese: troppi casi. Giovani e meno giovani, famosi e meno famosi, la cui morte ha occupato le pagine della cronaca locale, gli striscioni al Carnevale e, o semplicemente le case ed i cuori dei familiari. Ho ripensato agli articoli di giornali che tempo fa avevano denunciato la situazione; ai buoni propositi di formare commissioni che analizzassero il fenomeno per trovare cause e rimedi. Allora mi domando e vi domando: di tutto questo che traccia è rimasta? Si può fare chiarezza sul fenomeno con parole chiare e definitive? Ed in particolare come responsabili della salute collettiva, vi chiedo: La maggior incidenza sul nostro territorio di tumori è un fenomeno reale e certificabile? I precedenti studi - ammesso che siano stati effettuati - che risultati hanno dato? Non è il caso di far partire rapidamente uno studio serio in collaborazione con le Università per capire le cause del fenomeno e soprattutto studiarne i rimedi così come hanno fatto recentemente ad Arezzo? E per ultimo, sarà possibile realizzare il tutto con trasparenza ed informazioni per i cittadini che hanno il diritto ad essere padroni del bene della loro salute e di quella dei loro figli? Mi aspetto che questa sollecitazione non riceva risposte di circostanza, chiedo che siano risposte pubbliche garantite da organismi snelli, ma rappresentativi dei cittadini».
A queste domande risponde il Dipartimento di prevenzione dell’Asl che sta monitorando l’inchiesta. Un lavoro che punta a verificare la correlazione tra migliaia di casi e la presenza dell’inceneritore di Falascaia. «L’indagine è complessa e sta richiedendo molto tempo - rispondono dall’ex ospedale Lucchesi di Pietrasanta - i casi e le morti che dobbiamo analizzare sono molte. Quello che possiamo dire è che entro la fine dell’anno avremo dei risultati concreti».
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