Toscana
All’Ittico 200mila euro di attrezzature mai usate
Abbandonate la tribuna commercianti e l’asta elettronica pagati dalla Provincia che ha diffidato il Comune per la mancata messa in funzione degli acquisti
VIAREGGIO. È costata quasi duecentomila euro (199.356, carte alla mano), ma non è mai entrata in funzione. E fa parte del quadro devastante dello stato del vecchio mercato ittico, ancora in funzione. Stiamo parlando della tribuna commercianti per sistema di asta elettronica pagata con i fondi del Piano provinciale annuale di intervento nel settore della pesca marittima. Fondi che la Provincia ha affidato al Comune che oggi è diffidato da Palazzo ducale per la mancata messa un funzione dell’apparecchiatura dal costo non irrilevante.
A sottolineare questa storia è Niclo Vitelli, presidente della “Cittadella della pesca”, in una lunga nota inviata al Comune sullo stato del Mercato ittico ancora in funzione. «La Provincia ha diffidato il Comune - spiega Vitelli - il quale ha risposto motivando la scelta del mancato utilizzo della nuova apparecchiatura con l’accordo raggiunto insieme ai pescatori che se ne riparlerà a mercato ittico nuovo terminato». In realtà la nuova struttura avrebbe già dovuto aprire i battenti, se non fosse per le difficoltà sopravvenute per l’impresa costruttrice. Con la quale il Comune ha raggiunto un’intesa prima dell’estate, ma senza bandire la nuova gara d’appalto. I tempi, dunque, sono destinati a dilatarsi.
Tribuna commercianti e sistema di asta elettronica sono oggetto della determina 224 del 16 febbraio 2012,a firma del dirigente Riccardo Raffaelli: dalla quale si apprende che i fondi sono stati passati dalla provincia al Comune l’anno prima, a dicembre 2011. Sono quasi passati due anni e lo stato delle cose è quello che denunciano i pescatori: «Gli introiti del mercato sono crollati vertiginosamente, passando da introiti (incassati!) di circa 100mila euro a zero, in quanto le fatture emesse sono ancora da incassare».
La denuncia dei pescatori ha toni forti su tutti gli aspetti delle vita del mercato, da quelli strutturali, alla mancanza di controlli, alle regole interne di vendita. «Il pescato acquistato dal commerciante viene direttamente fatturato dalla motopesca e incassato dalla stesso, senza nessun controllo da parte del Mercato. I pescatori sono nelle mani dei commercianti che fanno cartello e dettano le regole dell'asta controllando il flusso dei prezzi, dell'emissione delle fatture, e decidono anche i tempi di pagamento poiché il pescato non esce pagato (andando contro al regolamento comunale)».
Con la chiusura dell’ufficio amministrativo, inoltre, «il mercato manca di una figura di riferimento presente. Il vigile urbano è la carica più alta presente e l'assenza di direttive e di regole ha fatto sì che si respiri un'aria da Far-West, dove ognuno detta le sue regole».
Un quadro pesante al quale i pescatori aggiungono: «L’assenza di regole per la distribuzione del ghiaccio, così che giornalmente il Comune distribuisce ghiaccio a chiunque senza alcun introito». Mentre la struttura intera «necessita di un vero e proprio manuale di interventi di pulizia programmata».
Se non bastasse, dalla fine di agosto la banchina di attracco è inagibile a causa dei danni che il fortunale ha portato alla pensilina. È passato quasi un mese dal 26 agosto: l’Autorità portuale è al corrente di tale inagibilità?
I pescatori tornano a chiedere al Comune di «cessare la gestione diretta per affidare e la gestione ai produttori riunificati in una organizzazione dei produttori: un accordo contrattuale per l'affidamento del nuovo mercato alla “Cittadella della pesca” ed il passaggio della gestione del vecchio mercato sempre a partire dal prossimo novembre fino alla consegna della nuova struttura».
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