Il dolore
Raddoppia l’Imu per le seconde case
Le scelte di bilancio a Massarosa “promosse” dai sindacati Ritocco al rialzo anche per le aliquote dell’addizionale Irpef
MASSAROSA. Schizza quasi al massimo l’aliquota minima Irpef, anche se al contempo si alza la soglia di esenzione totale. Ed aumenta di quasi il 100% l’Imu sulle seconde case. Al contempo però tariffe bloccate per scuolabus, mense, asili nido. Massarosa fa i conti con le incertezze (e i tagli) del governo centrale e arriva all’approvazione del bilancio, col plauso dei sindacati.
Tasse in aumento sui redditi. L'aliquota Irpef più bassa (fino ad oggi dello 0,5 per cento) passa a 0,76 per cento per i redditi più bassi, fino ad un massimo dello 0,8 per i redditi superiori ai 75 mila euro annui. Assieme a questo però aumenta la soglia dell’esenzione dal pagamento dell’addizionale per redditi fino a 15.000 euro (era 14.500) che permetterà a circa 4.300 utenti di non pagare questa imposta.
Imu. Mazzata anche per le seconde case, almeno quelle a canone libero: l’aliquota passa dal 5.6% al 9%. Una mossa del Comune che, come hanno sottolineato dall'assessore al bilancio Adolfo Del Soldato e da quella al sociale Simona Barsotti, vuole incentivare i proprietari di seconde case ad offrire i loro immobile a canone concordato. In questo caso infatti l’aliquota Imu si abbatte, ed è solo del 4,6%.
Servizi. Aumentano anche le concessioni cimiteriali delle fasce medio-alte. Ciò che resta invariato (da due anni) invece sono i servizi a domanda individuale. Confermati i 3,80 euro a pasto per le mense, i costi per lo scuolabus e i costi mensili (210 tempo ridotto, 270 euro tempo pieno) per gli asili nido. «Abbiamo mantenuto i servizi - ha sottolineato Del Soldato - aumentando l'offerta visto che abbiamo aperto un asilo nido di 15 posti a Quiesa e il prossimo anno ne apriremo un altro a Piano di Conca».
Sociale. Rimodulate le spese per il sociale. Qualcosa in meno per i contributi a fondo perso, qualcosa in più per voucher di lavoro. «Due aspetti - ha sottolineato Paolo Bruni della Cgil, e con lui tutti gli altri sindacalisti che hanno sottoscritto l'accordo con il Comune - che Massarosa ha messo al centro dell'attenzione: casa e lavoro, visto che oggi ben l'84% degli sfratti è dovuta a morosità, che a sua volta è legata a problemi occupazionali».
Rifiuti. Sulla Tares il Comune ha cercato di alleggerire il carico fiscale per le famiglie più numerose. «Abbiamo previsto - hanno spiegato gli amministratori - esenzioni totali per i pensionati con Isee fino a 11.516 euro e riduzioni differenziate per pensionati con reddito Isee fino a 12.382 euro. In parallelo per lavoratori dipendenti, parasubordinati, disoccupati e beneficiari di ammortizzatori sociali, sono state previste esenzioni per reddito Isee fino a 8.801 euro e riduzioni per Isee fino a 12.382».
I tagli. Tra le certezze il fatto che i fondi governativi quest’anno sono di 2 milioni di euro (erano 4.2 nel 2012 e 6,5 nel 2009). E la spesa corrente, 21 milioni di euro, rende in pratica "ingessata" ogni possibilità di movimento «anche se - conclude Del Soldato - siamo riusciti a ridurre di 150 mila euro le spese per il personale».
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