Sicurezza
Marlia escluso dal concorso «Voglio gli atti sul teatro»
VIAREGGIO. Ha deciso che chiederà di accedere agli atti del concorso per la poltrona di direttore del Teatro del Giglio. Non per fare polemica, assicura, «ma esclusivamente per una curiosità: mi...
VIAREGGIO. Ha deciso che chiederà di accedere agli atti del concorso per la poltrona di direttore del Teatro del Giglio. Non per fare polemica, assicura, «ma esclusivamente per una curiosità: mi piacerebbe sapere come è stata valutata la mia esperienza lavorativa».
A parlare è Giulio Marlia, dal 1990 dirigente alla cultura del Comune di Viareggio e, in precedenza, nello stesso ruolo per 17 anni nell’amministrazione di Empoli. Marlia è stato uno dei cinquanta che hanno presentato la domanda per diventare direttore, ma il suo nome non rientra nella lista dei dieci che sono stati ammessi al colloquio («e fra essi ci sono persone che conosco e stimo per la loro preparazione», puntualizza). E anche se non vuole fare polemica, è innegabile che in Marlia ci sia qualcosa di molto simile all’amarezza: «Credo di avere qualche esperienza nella gestione dei teatri, visto che ho curato, ad esempio, per 12 anni la stagione del Politeama di Viareggio, sia dal punto di vista della direzione artistica che da quella dell’amministrazione. Ma le dirò di più: ho curato, dal 2003, anche la direzione del teatro Jenco, che è comunale. E in quel caso andavo addirittura a vedere se c’era la carta igienica nei bagni per il pubblico».
Il bando di gara prevede, per la selezione, un ammontare complessivo di 20 punti. Cinque riguardano la valutazione del voto di laura («nel mio caso, il massimo», specifica Marlia), altri quattro sono stati assegnati per eventuali dottorati di ricerca e master. Il gruzzolo più consistente, i restanti 11 punti, premiano invece “la valutazione esperienza lavorativa precedente inerente al profilo professionale richiesto”. Ed è proprio qui che si accentra la “curiosità” di Marlia: «In quanto partecipante alla selezione, ho il diritto di poter vedere gli atti di valutazione. E, ripeto, mi interessa capire quanto sia stato valutato il mio percorso, che è stato sia di direzione artistica che di direzione tecnico-amministrativa». Un’esperienza che, oggettivamente, non tutti i dieci candidati selezionati possono dire di possedere allo stesso livello.
Marlia si affida ai ricordi per far capire quanto si sia interessato di ogni piccolo particolare di una produzione teatrale: come quando portò a Empoli Giorgio Gaber (forte di una vecchia conoscenza sia con lui che con Sandro Luporini) e, il giorno della prima, venne a sapere che mancavano quaranta “rocchetti”.
Luca Cinotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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