Il dolore
Finge di essere Codecasa per truffare una pizzeria
Telefona e ordina cinque pizze da portare alla vera casa dell’imprenditore Un “nipote” paga il fattorino con 500 euro falsi, prende il resto e si dilegua
VIAREGGIO. Hanno pagato cinque pizze ordinate al telefono con una banconota da 500 euro falsa. E, per rendere più credibile il tutto, si sono spacciati per Fulvio Codecasa, uno dei più noti imprenditori viareggini della nautica. Una truffa ingegnosa, studiata nei minimi dettagli e compiuta senza apparenti sbavature.
I fatti risalgono alla serata di domenica, attorno alle 20: la titolare di Pizzò (pizzeria da asporto di via Mazzini) risponde ad una telefonata: la voce è quella di un uomo, dice di essere Fulvio Codecasa e vuole ordinare cinque pizze, ma chiede di poter pagare con una banconota da 500 euro. «Mi ha fatto una richiesta piuttosto particolareggiata, dicendo che i suoi nipoti erano ospiti a cena - racconta Silvia Belli, la titolare della pizzeria -, le voleva nel giro di un'ora. Mi ha detto che a prendere le pizze (il cui costo totale era poco più di 45 euro, ndr) sarebbe sceso suo nipote». A consegnargliele - l'abitazione è in una traversa del lungomare - ci ha pensato un fattorino che aveva il resto con sé (più di 450 euro, ndr). «E pensare che all'inizio avevo risposto all'uomo che ci saremmo dovuti risentire nel giro di mezz'ora per confermare l'ordine», sottolinea la titolare.
Quello che, secondo la trama pirandelliana del truffatore, sarebbe dovuto essere il nipote di Codecasa, riceve le pizze e paga con la banconota da 500 euro, lasciando pure la mancia. Quando il fattorino torna in pizzeria, però, si accorge, assieme alla titolare, che quella banconota è palesemente falsa. E la conferma arriva una volta passata nell'apposita macchinetta di controllo: «Era strana al tatto, era lucida ed aveva un colore diverso dal solito. Abbiamo capito che eravamo stati raggirati», racconta Silvia Belli.
Nel giro di pochi minuti il ragazzo torna all'abitazione di Codecasa e suona al campanello. Ad aprirgli, stavolta, è realmente Fulvio Codecasa, del tutto ignaro delle pizze ordinate e della banconota falsa. Parte, immediata, la denuncia ai carabinieri da parte della titolare di Pizzò. E cominciano le indagini. Il numero che il truffatore aveva lasciato a titolo di garanzia nella prima telefonata è risultato appartenere ad un uomo che non è della zona, pure lui, ovviamente, all'oscuro di tutto. Il numero da cui effettivamente è partita la chiamata, invece, è anonimo. «Siamo arrabbiati - commenta la titolare - perché a causa di questa truffa abbiamo perso una discreta parte d'incasso della serata. E pensare che domenica di lavoro ce n'era stato anche parecchio. E' davvero un peccato».
Rabbia e pure incredulità su come il malfattore sia riuscito a portare a termine il suo intento: «Mai avrei pensato che in realtà questa fosse una truffa - aggiunge - perché dalla voce mi sembrava un uomo distinto, con una voce senza inflessioni dialettali. Essendo molto preciso nelle sue richieste, io gli ho creduto quando mi ha spiegato che avrebbe potuto pagare solo con i 500 euro». Certo è che chi ha compiuto questa truffa non ha lasciato niente al caso e sapeva benissimo come, dove e quando muoversi.
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