Attenzione
Trasferito a Massa il medico della cannabis
Fabrizio Cinquini, il medico che cura con la cannabis, da due giorni è a Massa, in carcere, in attesa del processo. È lì che è stato trasferito dopo un periodo di osservazione all’ospedal...
PIETRASANTA. Fabrizio Cinquini, il medico che cura con la cannabis, da due giorni è a Massa, in carcere, in attesa del processo. È lì che è stato trasferito dopo un periodo di osservazione all’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino dove era finito a seguito di uno sciopero della fame cominciato in cella a Lucca.
La sua vicenda, in queste ore tornata di grande attualità dopo l’appello per la sua liberazione dal Premio Satira di Forte dei Marmi, sta diventando un caso nazionale.
I suoi legali, due esperti nel campo della legislazione italiana sulla cannabis, gli avvocati romani Lorenzo Simonetti e Claudio Miglio, lo hanno incontrato alcuni giorni fa, quando si trovava sempre a Montelupo. «Nonostante le circostanze - spiega Simonetti - abbiamo incontrato un uomo lucido, sveglio, fiero. Stava bene».
Per lui era sceso in campo anche il consigliere regionale di Sel, Mauro Romanelli, da sempre in prima linea perché anche in Italia si possa concretamente fare uso di cannabis a scopo terapeutico. «A un anno dall'approvazione della legge toscana sulla cannabis terapeutica - afferma Romanelli - ancora manca il relativo regolamento di attuazione. La Giunta regionale ha promesso che entro fine settembre il regolamento dovrebbe essere discusso. Sarebbe un segnale politico importante, anche nei confronti del dottor Cinquini, per dire che le istituzioni non criminalizzano e sono aperte all’uso terapeutico della cannabis e la coltivazione a uso medico personale». Secondo Romanelli «una persona andrebbe giudicata se ha fatto del male e non viceversa, e per capire il buon operato di Cinquini basterebbe chiedere ai suoi pazienti se hanno ottenuto dei benefici come loro stessi dicono». Romanelli presenterà una mozione per invitare il governo regionale a fare pressione su Roma «perché venga chiarita la normativa nazionale in tema di coltivazione a scopo terapeutico e per uso personale della cannabis».
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