Sicurezza
Neri “mosca bianca” tra i primi cittadini «Sto con Cuperlo»
Rispetto ad altri colleghi versiliesi non appoggerà Renzi Il suo futuro? Primarie per la Regione e, forse, il Parlamento
VIAREGGIO. Il Pd di Viareggio e della Versilia è in fermento in vista del congresso. E in queste ore la sede di via Regia è un susseguirsi di incontri più o meno ufficiali. C’è chi ha già ufficilaizzato la propria posizione e in tanti stanno passando dalla parte di Renzi. C’è chi non lo ha ancora fatto o, come in questo caso, scende pubblicamente in campo contro il personaggio del momento: Renzi appunto.
Si tratta del primo cittadino di Seravezza, Ettore Neri, che alla vigilia del congresso del partito annuncia il suo appoggio a Gianni Cuperlo, considerato il principale antagonista del Sindaco di Firenze e già sostenitore di Bersani. Ovvero colui che, per Neri, «potrebbe aiutare il Pd a tornare a rappresentare in maniera coerente e unita tutta quella sensibilità che aspira a vivere in un mondo progressista, parte della quale alle ultime elezioni è stata costretta a rinunciare a votare, o a scegliere un voto di protesta».
Neri svela anche i suoi programmi per il futuro. Per il primo cittadino di Seravezza quello che conta non è solo la figura di Gianni Cuperlo ma ciò che promuove con la sua mozione. «La linea di Cuperlo è vicina ai bisogni dei lavoratori, a chi ha perso il lavoro, e alle imprese, oltre che alla crescita ormai una necessità. C’è tutto un elettorato che ha bisogno di sentirsi rappresentato da una forza progressista, e questa mozione è in grado di esprimerla». E sono proprio quei milioni di voti di sinistra persi che secondo Ettore Neri il Pd ha bisogno di recuperare. «Credo che si sia poco analizzato ciò che è successo nelle elezioni politiche di primavera non vinte dal Pd – spiega Ettore Neri – non solo per il M5S e per Berlusconi: il Pd ha perso molti voti poiché non abbiamo saputo dare delle risposte a quegli elettori. C’è chi pensa nel mio partito di poter vincere attirando i voti del centro destra: va benissimo, bisogna saper fare anche questo, ma c’è tutto un elettorato che deve essere recuperato». E la testimonianza di questo sciame di voti, Neri, l’ha raccolta dai suoi cittadini, per strada, dove i sindaci di tutta Italia continuano ad andare per affrontare le molte difficoltà. «C’è chi mi ha confessato di aver votato altri o non aver votato per darci una scossa» riporta Neri.
Il motivo del suo no a Renzi è chiaro. «Riconosco la sua capacita di comunicazione mediatica – commenta Neri - e la sua spinta per un rinnovamento radicale della classe dirigente, e questo lo penso anche io». E fa il nome di Veltroni, D’Alema e Bersani: «Hanno perso e si devono mettere da parte non continuando a creare delle leadership, ma aiutare gli altri». Tuttavia Neri non si dimentica neppure dei 101 traditori nell’elezione di Prodi alla presidenza della Repubblica «problema mai affrontato, per costringere questi franchi tiratori alle dimissioni». E poi il Sindaco elenca cosa non lo convince del Sindaco di Firenze: «Non riesco a determinare la profondità della sua strategia e neppure il suo orientamento politico. Non capisco neppure la sua visione di sviluppo economico e sociale che pensa per il paese. Lo considero un ottimo venditore, ma non si sa cosa produce e chi lo produce». L’esempio della politica a Seravezza per Neri sarebbe esemplare per l’Italia. «Il mio ambiente politico è quello che tende a unire tutte le forze progressiste che ci sono, e qui la condivisione e la partecipazione sono il vero leader politico. Non mi piace – prosegue Ettore Neri – che ci sia l’idea che ci possa essere un messia o un salvatore della patria: mi sembra una cosa molto simile al fenomeno Berlusconi». Infine l’ultima stoccata: «Come si può essere sindaci di una città, fare il segretario nazionale di un partito, e aspirare a diventare il leader del centro sinistra?».
Ma cosa c’è nel futuro di Neri. «Quello che mi aspetto di fare nell’immediato futuro è di concludere i progetti che sto portando avanti su Seravezza. Di sicuro più avanti vorrò verificare la tenuta del mio consenso con le primarie». E per Neri se si tratterà delle primarie per la Regione o per il Parlamento non fa differenza, l’importante è che sia o dopo la fine questo suo secondo mandato, che vinse con un enorme successo, o quasi a scadenza.«Accetterò solo incarichi che devono passare dal vaglio elettorale dei cittadini, e mi piacerebbe farlo in un partito che valuta le risorse che ha».
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