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in municipio

L’accordo con Ferragamo fa rinviare il consiglio

VIAREGGIO. Il consiglio comunale, convocato per questa sera, non si farà. Rinvio al 23, con un’ordine del giorno “affollato” che vede interrogazioni, mozioni, comunicazione del sindaco sulla vicenda...

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VIAREGGIO. Il consiglio comunale, convocato per questa sera, non si farà. Rinvio al 23, con un’ordine del giorno “affollato” che vede interrogazioni, mozioni, comunicazione del sindaco sulla vicenda Ferragamo e nomina del collegio dei revisori dei conti. Nella conferenza dei capigruppo di ieri mattina il rinvio è arrivato a sorpresa. Con una richiesta del ragioniere capo Maurizio Nieri di annullare la seduta affinché i revisori ancora in carica dalla passata amministrazione possano firmare la transazione con l’ex socio privato della Viareggio porto. Transazione che il sindaco assicura più vantaggiosa per l’amministrazione comunale e accettata dai creditori: per cui - è stato obiettato dall’opposizione - non vi è motivo alcuno perché non possa essere firmata dai nuovi revisori.

All’ora di pranzo in Municipio era scontro pieno: tanto che per Sel, Geronimo Madrigali, ha chiesto venisse messa a verbale la richiesta che «sia l’ultima volta che accade».

L’opposizione (Pdl, Movimento cittadini, Movimento Cinque stelle, lista “Viareggio tornerà bellissima”) si esprime duramente sull’accaduto: «Per non affrontare argomenti scottanti come l'utilizzo dell'ex Caserma dei carabinieri e la riapertura di via Fratti alle biciclette, poste dalle mozioni della minoranza, la presidente del consiglio comunale Romanini ha preferito aderire alla richiesta del sindaco Betti. Il quale ha chiesto l'annullamento del consiglio stesso portando motivazioni pretestuose e inaccettabili, cambiate nel corso della riunione. Di fronte alle rimostranze della minoranza unita nel difendere l'organo di governo democratico rappresentato dal consiglio comunale, Betti ha parlato strumentalmente di “risparmio”. Al che le minoranze compatte hanno detto di voler rinunciare al gettone di presenza ma a quel punto il capogruppo del Pd Strambi, pur di difendere la linea del sindaco, ha detto che i consiglieri del suo partito non avrebbero rinunciato al gettone». È stata - scrivono Antonio Cima, Massimiliano Baldini, Max Bertoni e Rossella Martina - «l'ultima pagina di una farsa tesa solo ed esclusivamente a nascondere le divisioni all'interno della maggioranza, a tacitare le minoranze, a eludere le domande dell’opinione pubblica, a umiliare il consiglio ed il suo ruolo di garante».

Dal canto suo il presidente Romanini dichiara: «Respingo al mittente l'accusa di "parzialità": mai alcun mio predecessore ha dato l'occasione di inserire nell'ordine del giorno tutte le mozioni presentate fino all'ultimo giorno utile. È per questa terzietà che, di fronte all'invito del sindaco, dell'assessore al Bilancio e del ragioniere capo, ed alla compattezza della maggioranza su tale proposta, non potevo che prenderne atto e procedere in tal senso».

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