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Versilia

Aumenti Tares Uffici presi d’assalto dai cittadini infuriati

Aumenti Tares Uffici presi d’assalto dai cittadini infuriati

I costi maggiori ricadono sulle famiglie numerose Il vicesindaco Molino: «Ma non è colpa nostra»

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FORTE DEI MARMI. Stanno arrivando in questi giorni nelle case dei fortemarmini gli avvisi di pagamento della Tares. Lo si capisce dalle prime proteste dei cittadini, ma ancora di più dalla fila di persone che in questi giorni si presentano all’ufficio tributi dle Comune per chiedere spiegazioni degli aumenti. Innegabili. Che derivano da una trsformazione radicale della normativa sul pagamento dei rifiuti, tutto a carico del cittadino che deve anche sobbarcarsi la tassa statale di 30 centesimi a metro quadro, pesante soprattutto per le imprese di grandi dimensioni.

Il via vai in municipio ha costretto l’amministrazione a correre ai ripari e il vice sindaco Michele Molino ha cercato di chiarire le modalità di conteggio della nuova tassa sui rifiuti e servizi comunali che prevede la copertura del 100% dei costi del servizio raccolta e smaltimento rifiuti. «Le modalità di calcolo – spiega Molino- non sono più unicamente riferite alle superfici, ma connesse alla capacità di produrre rifiuti: categorie merceologiche per le utenze non domestiche e numero dei componenti il nucleo familiare per le utenze domestiche. A questo va anche aggiunta una considerazione importante: i costi del servizio rifiuti venivano coperti in regime Tarsu all’80% dalla tassa e quindi dai cittadini, mentre questo non è più giuridicamente possibile con la Tares. I forti incrementi che molti cittadini ed imprese hanno constatato ricevendo le nuove bollette – continua il vicesindaco - trovano dunque la magra giustificazione in un obbligo che l’Amministrazione comunale ha solo potuto in parte ammortizzare, lavorando su coefficienti inderogabili nei limiti minimi e massimi». Insomma gli aumenti non sono colpa di Buratti, dice Molino.

«Per il calcolo della nuova tassa - coninua l’assessore -è necessaria l’approvazione di un Piano Finanziario. È sulla base dell’importo complessivo che viene calcolata la tassa, con la quale si deve raggiungere la copertura integrale del Piano. Alla tariffa così determinata vengono inoltre applicati: una percentuale del 4 % destinata alla Provincia come Tributo provinciale; una maggiorazione pari a 0,30 euro per metro quadrato, introdotta dal Legislatore al fine di dare copertura ai costi relativi a servizi indivisibili dei Comuni, ma che viene invece pagata in un’unica soluzione, con la rata scadente a dicembre, direttamente allo Stato».

«Il Comune di Forte dei Marmi, sulla base dei calcoli effettuati per la produzione dei rifiuti, ha inoltre deliberato che la suddivisione dei costi provenienti dal Piano Finanziario debba essere coperta al 60% dalle utenze domestiche ed al 40% da quelle non domestiche. Per le utenze non domestiche (40% del costo del piano finanziario) è prevista l’articolazione dell’imposizione in 30 categorie merceologiche, all’interno delle quali l’Ente ha la facoltà di stabilire dei coefficienti minimi o massimi da applicare, non derogabili. L’unica possibilità d’intervento da parte del Comune, - spiega ancora Molino - ai fini di un’adeguata perequazione fiscale, è stata l’applicazione di coefficienti minimi per quelle attività che, seguendo i dettami della nuova normativa, avrebbero subito un incremento “sproporzionato” rispetto a quanto effettivamente versato per l’anno 2012. Per le utenze domestiche, che devono coprire il 60% del costo complessivo del piano finanziario, invece, va segnalato come l’applicazione della Tares abbia significato un notevole incremento rispetto all’anno precedente per i nuclei familiari numerosi (maggiori ai tre componenti). Questo, in quanto la parte variabile della tassa, riferita ai costi di raccolta trasporto e smaltimento dell’indifferenziato e del differenziato, viene calcolata sulla base del numero dei componenti familiari, a differenza della parte fissa, riferita ai costi di spazzamento, di trattamento, riciclo, operativi di gestione e d’uso del capitale, che ancora si imputa sulla base dei metri quadrati dell’abitazione. Da ciò si deduce che gli incrementi dell’anno corrente sono stati in proporzione più rilevanti per i nuclei numerosi anche se occupanti abitazioni di superficie ridotta».

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