Il Tirreno

Versilia

Tribunale chiuso, ma gli avvocati non si arrendono

di Donatella Francesconi

In assemblea ieri mattina per l’addio alla storica sede: «Un presidente burocrate ha fatto sì che finisse così»

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VIAREGGIO. «Per la firma non messa da un burocrate perdiamo il Tribunale...E pensare che - come si dice - c'ho fatto il “solco” da Mormino a dire “presidente, firmi...presidente, firmi!». Sono le parole di Leonardo Betti, sindaco ma anche avvocato, a risuonare nell’aula delle udienze penali nell’ormai ex sezione distaccata del Tribunale di Lucca. Francesco Mormino, presidente del Tribunale di Lucca oggi in periodo di congedo, è il nome più citato. Riccardo Carloni, presidente della Camera penale di Lucca, nel prendere la parola con indosso la toga chiede alla sala affollata «un applauso per il presidente Mormino». L’applauso, tanto lungo quanto ironico, termina e Carloni ne spiega il perché: «Spero che gli dicano che l'hanno applaudito forte, visto quello che ci ha detto la scorsa settimana, quando davanti alla senatrice Granaiola ha dichiarato "tornassi indietro chiederei vent'anni di proroga"... ».

Betti non la manda a dire: «Per avere deciso questa chiusura ci sono interessi precisi. Ed allora, lo voglio dire: è una vergogna... Ed ora mi sento dire che il presidente chiede la proroga per avere i locali destinati all'archivio a freddo...Bene: in questo palazzo non ce lo mette. Alle altre amministrazioni della Versilia (all’assemblea erano presenti i sindaci di Camaiore, Alessandro Del Dotto, e di Pietrasanta, Domenico Lombardi, oltre all’assessore massarosese Damasco Rosi) per dire no alla proroga per l'archivio.

A Mormino si è rivolta anche senatrice Manuela Granaiola: «Si accorgerà del danno che ha fatto al Tribunale nel suo insieme. A cominciare dallo scempio architettonico compiuto, e mi meraviglio del parere positivo della Sovrintendenza».

Un danno che già grava sulle spalle dei cittadini. Non solo per i costi che si troveranno a sostenere per le trasferte: «Gli ufficiali giudiziari hanno già esposte le tariffe raddoppiate - ha ricordato nel proprio intervento l’avvocato Renzo Nobili - e chiedo che vengano immediatamente scongelate tutte le cause bloccate con grave peso per i cittadini che attendono giustizia».

La battaglia può essere continuata, è stato ribadito ieri mattina a più voci, contrastando quella che Manuela Granaiola ha definito «un’atmosfera da “oramai”». Allora - questa la richiesta dell’avvocato Massimiliano Baldini, consigliere comunale del Movimento cittadini (uno dei pochissimi presenti all’assemblea) - «se vogliamo portare avanti la battaglia, prima di collocare in questa sede altre attività, pensiamoci bene. Perché una volta che i locali sono destinati agli uffici della Patrimonio o al comando della polizia municipale, la battaglia si indebolisce...».

Una battaglia che può essere continuata - ha ripreso l’argomento il sindaco di Pietrasanta, Domenico Lombardi - con convinzione da parte di tutta la politica».

Politica che - così l’intervento dell’avvocato Giorgio Paolini - «è riuscita ad ottenere la proroga per le concessioni balneari ma non quella per la giustizia. Questa è una sconfitta per la classe politica, nessuno escluso». Ed è la sconfitta di un territorio - è brutto ricordarlo, ma è così - che è stato a guardare. All’assemblea di ieri, ultimo atto (per ora) della vita della sezione distaccata del Tribunale non era presente alcun segretario dei partiti politici della Versilia.

«Vorrei ringraziarla...Sa, anche se indirettamente si è battuta pure per me...»: insieme al caffé è l’amara considerazione del barista di via Bixio, nello stringere la mano a Manuela Granaiola.

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