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Primi riscontri al racconto del marito

Primi riscontri al racconto del marito

La tragedia dell’ex commerciante di Lido: dall’autopsia la probabile conferma della versione dell’uomo che si autoaccusa

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PRATO. L’autopsia sul corpo di Maria Grazia Centauro, l’ex commerciante di Lido di 81 anni trovata morta alle 4 di venerdì nella sua casa di via Cesare Guasti, avrebbe fornito un primo riscontro, positivo, al racconto fatto dal marito, Sergio Maranghi, 86 anni, che ha detto ai carabinieri di averla soffocata nel sonno.

È il risultato dell’esame compiuto ieri dal medico legale Brunero Begliomini all’ospedale di Pistoia. Secondo quanto trapela dal riserbo degli inquirenti, sembra che sul corpo della donna ci siano segni non incompatibili con quanto dichiarato a caldo dal marito.

Sergio Maranghi, ricoverato nel reparto di Psichiatria, ha ripetuto molte volte ai carabinieri di aver ucciso la moglie ma poi, alla presenza del suo avvocato, Cristiano Toraldo, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Maranghi è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio (ma questo soprattutto per tutelare il suo diritto alla difesa) e rimarrà qualche altro giorno in ospedale.

Il medico legale Begliomini consegnerà nei prossimi giorni una relazione preliminare sull’esame autoptico e si è preso 60 giorni per consegnare la relazione completa.

L’iscrizione di Sergio Maranghi nel registro degli indagati è un atto, al momento, che serve per garantire il suo diritto alla difesa. In caso contrario l’esame autoptico sul corpo della moglie Maria Grazia sarebbe andato incontro a problemi procedurali.

Venerdì sera Maranghi ha parlato brevemente col suo avvocato, Cristiano Toraldo, che gli ha spiegato appunto le questioni di procedura penale. L’anziano è ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale, dove rimarrà per qualche tempo. I familiari e gli inquirenti vogliono tenerlo al riparo dalle emozioni ed evitare il rischio di atti autolesionistici, rischio di cui bisogna sempre tener conto a prescindere dal fatto se sia stato o non sia stato lui a provocare la morte della moglie.

Fin dall’inizio il procuratore capo Piero Tony ha consigliato cautela, in considerazione del fatto che Sergio Maranghi non è apparso molto lucido a chi ci ha parlato mentre spuntava l’alba di venerdì. È un fatto però che l’uomo ha ripetuto quasi ossessivamente di essere stato lui a provocare la morte della moglie, molto nota per aver gestito una boutique in via Tintori, e con la quale ha condiviso più di mezzo secolo di vita.

La figlia Laura, che ha chiamato i carabinieri, si è detta convinta che il padre non possa aver ucciso la moglie.

Ora è tutto in mano agli investigatori e alla relazione del medico legale, che probabilmente non sarà l’unica in questa vicenda, se l’ipotesi di omicidio non dovesse cadere. Comunque vada a finire, quella di via Guasti resta una tragedia della disperazione.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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