Il dolore
In spiaggia lo scontrino è un optional
Evasione record negli stabilimenti balneari della Versilia. Il primato nei bar e nei ristoranti dati in gestione
VIAREGGIO. Scontrini e ricevute fiscali, in spiaggia, non sembrano proprio andare di moda. A certificarlo è la Guardia di finanza, che ha reso noti ieri i dati dei controlli anti-evasione effettuati a luglio e agosto negli stabilimenti balneari della Versilia: da Torre del Lago a Forte, nei sei blitz effettuati sulle spiagge dorate della Versilia, le fiamme gialle hanno visitato complessivamente 183 attività collegate ad altrettanti bagni. Ed hanno registrato ben 74 situazioni irregolari, pari al 40 per cento del totale. Una percentuale – sottolinea la stessa Guardia di finanza in una nota – decisamente più alta della media annuale delle irregolarità fiscali riscontrata che si attesta invece intorno al 17 per cento. Uno “spread” di evasione, quello che si registra in estate negli stabilimenti balneari versiliesi, che sfiora dunque il 25 per cento.
Lo scontrino? Un optional. Il picco dell'evasione – ben oltre il 50 per cento – riguarda quelle attività collegate agli stabilimenti balneari (bar, pasticcerie, gelaterie, ristoranti e pizzerie) che il concessionario del bagno affida in gestione a terzi per una o più stagioni. In questo caso la percentuale di mancata emissione di scontrini fiscali e ricevute tocca la quota record del 55,6%, con un ulteriore primato che spetta a bar e gelaterie che si affacciano direttamente sulla spiaggia. La percentuale cala (anche sensibilmente) se a gestire il bar o la gelateria del bagno è lo stesso gestore dello stesso stabilimento balneare, con una evasione che si attesta intorno al 35 per cento (in buona sostanza non emettono scontrini o ricevute uno su tre), anche se questo dato non vale quando ad essere gestito dal concessionario è un ristorante o una pizzeria (e allora la percentuale di evasione schizza al 71%). I controlli legati all’affitto del classico ombrellone parlano invece di una evasione pari al 31%, anche se le verifiche in questo caso sono state effettuate prevalentemente sugli affitti giornalieri (più complesso il controllo per mensili e stagionali).
Controlli... in bermuda. Naturalmente i blitz estivi della Guardia di finanza non sono stati fatti in divisa. Né tantomeno in camicia e pantaloni. Tutti gli uomini e le donne impegnate nei controlli – per ogni raid almeno una decina di pattuglie equamente distribuite fra Viareggio, Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi – si sono presentati in bermuda, magliette a maniche corte e infradito come dei qualsiasi turisti. E, come dei normalissimi bagnanti, hanno consumato caffè o gustato gelati. Salvo poi elevare sanzioni (ciascuna di 180 euro) per ogni scontrino o ricevuta fiscale non emessa. Non solo. I controlli hanno riguardato anche i clienti abituali dei bagni, ai quali più spesso il balneare – conoscendoli – si concede il lusso di non rilasciare lo scontrino. Ma in questo caso, in caso di irregolarità accertate, i clienti non sono stati multati.
Al lavoro in nero. Sia pure in maniera marginale, i controlli della Guardia di finanza hanno riguardato anche il personale impiegato negli stabilimenti balneari. In questo caso, però, le irregolarità riscontrate si sono contate sulle dita di una mano. Oltre ad un bagno a cui sono stati scoperti al lavoro dei dipendenti senza alcuna forma di assicurazione, le fiamme gialle hanno sanzionato anche una azienda di pulizie che offre servizi anche agli stabilimenti che faceva lavorare personale in nero.
Nomi prestigiosi. Nel presentare i dati sull'evasione in spiaggia, la Guardia di finanza ha omesso qualsiasi dettaglio riguardo ai nomi degli stabilimenti balneari pizzicati senza rilasciare scontrini e ricevute fiscali. Tuttavia fra le 74 attività sanzionate vi sono anche alcuni dei bagni più in voga della Versilia. Che, malgrado i conti a più zeri che spesso presentano alla loro clientela,non rinunciano ad una parte del proprio fatturato “al nero”. E dunque esentasse.
Non solo in spiaggia. Seppur concentrati soprattutto all'interno degli stabilimenti balneari, i controlli estivi della Guardia di finanza hanno riguardato anche molte attività che si trovano a ridosso della spiaggia. E anche lontano da sdraio e ombrelloni la propensione all'evasione non sembra diminuire. Anche in questo caso le attività meno abituate a rilasciare ricevute fiscali sono ristoranti e pizzerie, con una percentuale (7 irregolarità su 16 controlli effettuati) che supera il 43%. Sette punti in più rispetto a bar, pasticcerie e gelaterie. E i controlli, effettuati anche ai mercati settimanali, non hanno risparmiato neppure gli ambulanti, con una evasione che raggiunge il 41%.»
ClaVecoli
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