La protesta
Rifiuti, salta l’accordo con Termomeccanica Si va in Cassazione
La società costruttrice degli impianti di Pioppogatto e Falascaia ha presentato un conto ai Comuni da 24 milioni
PIETRASANTA. È scontro totale fra il Comune di Pietrasanta e Termomeccanica a margine della condanna, emessa nei mesi scorsi dalla Corte di Appello di Genova, che impone a Pietrasanta, e Massarosa, il pagamento di 10 milioni di euro, interessi e rivalutazioni escluse, per un contenzioso risalente ad 8 anni fa.
«Non è stato possibile raggiungere alcun accordo: a questo punto non resta che percorrere la via giudiziale, ricorrendo in Cassazione» afferma l'assessore all’ambiente Italo Viti all’indomani dell'incontro fra le parti. «Secondo i nostri calcoli la somma dovuta, complessivamente dai 2 Comuni, è di 15 milioni e 400 mila euro: i legali di Termomeccanica (con il Consorzio Etruria, costruttori e primi gestori degli impianti di Pioppogatto e Falascaia, ndr) parlano, invece, di un importo di 24 milioni di euro. Non è stato possibile arrivare ad un’intesa in quanto Termomeccanica insiste sulla liceità dei propri calcoli che noi riteniamo, al contrario, conseguenza di parametri errati. L’accordo bonario è di fatto saltato: sarà la Cassazione a stabilire chi ha ragione. Per quanto riguarda Pietrasanta, la parte di nostra competenza è pari al 15% di quanto richiesto: per intendersi poco meno di 3 milioni di euro che, sempre secondo Termomeccanica, includendo interessi e rivalutazioni, arriverebbe a circa 11 milioni di euro. Un importo assolutamente fuori luogo» spiega Viti.
La soluzione è quindi quella del ricorso alla Cassazione con istanza di sospensione all’azione esecutiva messa in atto da Termomeccanica. La vicenda, particolarmente intricata, iniziò nel 2005, quando Tme e Tev, dopo aver messo, 3 anni prima in mora, i comuni di Massarosa e Pietrasanta, proposero domanda di arbitrato per ottenere il pagamento nei confronti dei due enti di una serie di riserve per una somma di circa 80 miliardi di lire. Da lì in poi è stato un susseguirsi di liti, cause e ricorsi fino all'approdo alla Corte di Appello di Genova. Adesso sul tavolo balla un pacchetto di svariati milioni di euro che rischia, in caso di epilogo sfavorevole per i comuni versiliesi, di mettere in ulteriore crisi i bilanci di Massarosa e Pietrasanta.
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