Il Tirreno

Versilia

La Satira gioca in casa e premia due talenti locali

La Satira gioca in casa e premia due talenti locali

Emmanuel e Fabrizio Vegliona sono originari di Vittoria Apuana Ispirati dal prestigioso premio versiliese oggi spopolano sul web

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FORTE DEI MARMI. Il Premio della Satira, in queste ore alle sue battute finali, da qualche anno sta scoprendo sempre più in profondità tanti talenti locali, e non lo fa certamente per bilanciare i grossi nomi che hanno sempre popolato il suo albo d’oro, ma con la convinzione che dopo otto lustri proprio la manifestazione fortemarmina qualcosa, direttamente o indirettamente, deve aver pure seminato. «E lo facciamo con orgoglio – spiega il presidente del Comitato organizzatore, Enrico Ceretti - con la libertà intellettuale di non segnalare mai goliardate locali di bassa levatura, ma studi o artisti di valore assoluto».

Ed è proprio per questa ragione che sul palco della Capannina domani sera saliranno i due fratelli, Emmanuel e Fabrizio Vegliona, che sono cresciuti in quel di Vitoria Apuana. Il primo è diventato un famoso illustratore e fumettista, celebrato soprattutto in Francia, e il secondo è un apprezzato scrittore e videomaker. Insieme con gli pseudonimi di Joe Trozky e Stickyboy, hanno da qualche mese realizzato un fumetto dai sapori autobiografici che spopola in Rete e che ha per protagonista Acciona, una sorta di super eroe, sospeso tra la fiction il mito e le reminiscenze autobiografiche (a Vittoria Apuana, quello vero che ha ispirato il fumetto, se lo ricordano ancora in tanti). E non ci crederete i Vegliona sono riusciti a far diventare protagonisti di un fumetto internazionale le case popolari di via Civitali, il mitico Circo Franchetti, il Palio dei Micci e naturalmente “Fortozwkaya dei Marmoski”, la “Little Odessa” della Toscana!

«Un altro aspetto importante, non troppo noto di questa nostra manifestazione - prosegue Cerretti - è il premio annuale alle tesi di laurea, ovviamente su temi legati alla satira e alla caricatura. E da molti anni tanti studenti ci inviano durante tutto l’anno i loro studi finali con cui si sono laureati nelle più prestigiose università europee». Non sempre sono versiliesi o toscani, ma quest’anno la giuria ha deciso di premiare una neolaureata lucchese, Lucia Rossini, che nella sua tesi specialistica in storia dell’arte discussa all’Università di Pisa, è andata a scovare, tra i mille capolavori degli Uffizi, un inedito e dimenticato album di ritratti caricati, oggi diremmo di caricature, nientemeno che del 17esimo secolo, capaci però di restituire una freschezza di scherno e di satira, burle e comicità che la raccontano lunga su come queste attività “satiriche” fossero pratica quotidiana nella Toscana del ‘600. Partendo dalla letteratura burlesca, in primis le “poesie toscane” di Francesco Redi, la Rossini indica così le genesi di un genere, dai Carracci ritenuti gli inventori della caricatura, per passare a maestri come Bernini, Guercino, Mitelli e Callot. Da questi disegni del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, che riecheggiano le caricature del maestro fiorentino Baccio del Bianco, riemerge dunque una Toscana comica, burlona ma intensa e popolare, caricature che al Forte sono piaciute tanto che, giuria e curatori, hanno deciso che diventeranno, nei prossimi mesi, una bella mostra al Museo della Satira.

Angelo Petri

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