Italia
Azimut investe 29 milioni di euro per la tecnologia
L’azienda punta sulla produzione a Viareggio e Avigliana Ansalone: «Più efficienza per salvare la nostra italianità»
INVIATO A CANNES. Tre nuovi modelli presenti nel Porto di Cannes per essere ammirati dai compratori. Un nuovo prodotto - l’F-125 - presentato ufficialmente al pubblico allo stesso Festival della Nautica - e già piazzato in quattro esemplari. E poi un 55 metri, l’Ocean Paradise (che a bordo avrà anche un giardino Zen), che verrà svelato a Montecarlo. E poi l’investimento da 29 milioni di euro già avviato sulle linee di produzione e la modernizzazione informatica per le strutture di Avigliana e Viareggio. Il gruppo Azimut Benetti, leader mondiale per la produzione di maxi-yacht, non resta con le mani in mano in attesa della fine della crisi. A raccontare le strategie dell’azienda che quest’anno festeggia i 140 anni di storia è il giovane Marketing Director Francesco Ansalone.
Ansalone siede davanti alla bandiere con tricolore che decorano lo stand di Azimut Benetti, passando da un incontro all’altro. «Ci sono tantissimi russi in fiera- spiega - clienti facoltosi diventati sempre più attenti al dettaglio e alle tecnologie». Molti anche i cinesi, sempre più incuriositi da un settore fino a pochi anni fa a loro estraneo come quello della nautica. Come conferma il manager di azimut Benetti uno degli ultimi 37 metri venduti dall’azienda è finito a Hong Kong. Nella conversazione Ansalone nomina più volta gli Usa e il Brasile, altri mercati interessanti: il primo grazie all’inizio della ripresa, il secondo per il boom economico nei paesi che gli esperti hanno ribattezzato Brics. In Brasile Azimut ha già creato uno stabilimento. «Ma la maggior parte della produzione - spiega - deve restare in Italia. Il nostro marchio punta molto sull’italianità: molte aziende importanti sono passate in mano a Molte aziende sono passate a grandi fondi finanziari anche cinesi. Noi vogliamo mantenere la nostra identità».
A dimostrare la volontà di non voler cedere su questo punto, nonostante l’agguerrita concorrenza di altri siti di produzione, non sono soltanto gli slogan o le bandierine che sventolano sotto il sole della Costa Azzurra. «Da parte nostra - spiega - sono in corso investimenti per il miglioramento della produzione su Avigliana e Viareggio. Ed è un gesto importante. Dobbiamo essere sempre più in grado di produrre in maniera veloce e flessibile per andare incontro alle esigenze dei clienti. Non possiamo permetterci sprechi di tempo o di risorse. In questo la tecnologia può aiutarci».
Certo, come già sottolineato nei giorni scorsi, il sistema Italia non aiuta. «Il momento non è facile - aggiunge Ansalone - anni fa la fiera era piena di compratori e nuove offerte. Ora le trattative per vendere ogni barca sono lunghe ed estenuanti. Per questo bisogna lavorare insieme per salvare zone di produzione come Viareggio o Livorno. Purtroppo spesso la burocrazia si mette di mezzo motiplicando gli ostacoli in maniera inutile. L’Italia dovrebbe valorizzare di più un settore importante come la nautica Per competere bisogna conoscere le necessità di ogni segmento di mercato e fornire ciò che viene chiesto, senza perdere tempo».
Così arrivano prodotti come la nuova linea per il “fast displacement”: velocità nella produzione e velocità per i clienti che vogliono muoversi tra isole e continenti. «È una nicchia di mercato inesplorata - spiega il manager - unisce velocità sostenute a comfort e consumi contenuti. Con Rolls Royce abbiamo sviluppato nuovi motori e un sistema chiamato Azipul. Ci puntiamo molto».
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