Il Tirreno

Versilia

La sfida per le comunali si trasferisce in Tribunale

La sfida per le comunali si trasferisce in Tribunale

Il botta e risposta a distanza tra Franco Mungai e Fabrizio Larini non piace all’ex sindaco in odore di ricandidatura: «Non ho mai agito per il mio profitto»

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MASSAROSA. Chi prospettava un’aspra battaglia politica, con largo anticipo, rispetto alla campagna elettorale vera e propria aveva ragione. La battaglia a Massrosa per le amministrative è già cominciata. Ma non solo sul piano politico. La contesa rischia infatti di spostarsi in un’aula di tribunale.

L’ex sindaco Fabrizio Larini annuncia querela nei confronti del primo cittadino di Massarosa, Franco Mungai, reo di averlo accusato di aver tratto profitto dal suo ruolo di sindaco durante gli anni del suo mandato amministrativo.

«Non posso lasciar passare sotto silenzio - scrive Larini - le cose scritte dalla équipe-Mungai e che sconfinano nella menzogna pura o che addirittura meritano di essere portate nelle sedi opportune sotto forma di querela. Scrive l’èquipe-Mungai che io avrei tratto profitto durante l’esercizio del mio mandato di sindaco, in favore di miei interessi personali: l’accusa, che forse nella foga poetico-romanzesca non è stata ben valutata nemmeno dall’avvocatura del sindaco, è grave e Mungai di questo dovrà rispondere in sede giudiziaria, dal momento che di onestà e correttezza il sottoscritto ha sempre fatto la sua bandiera!» .

L’ex sindaco Larini si riferisce all’ultima uscita pubblica dell’amministrazione Mungai, a firma dello stesso sindaco, caratterizzata - sceondo Larini - da toni ben oltre il consueto scambio e scontro politico.

«Devo far notare - aggiunge Larini - che per scrivere paginate di quella mole il nostro sindaco o è poco impegnato, o ha sottratto tempo prezioso al lavoro per cui i cittadini lo pagano. Per parte mia, non disponendo di consiglieri e scrivani (come invece immagina il Mungai che non riesce a onorare un dibattito civile senza sputare veleno e senza coinvolgere persone che nulla hanno a che vedere con esso) io non sono in grado di scrivere poesie o romanzi come riesce invece a fare il nostro sindaco».

Larini insiste. «Ho letto il comunicato del sindaco Mungai in risposta alle mie osservazioni nate dalla “stupefacente” iniziativa denominata “Giornata dell’Ascolto” istituita, lo ricordo, dal direttore generale del Comune, dopo ben 4 anni dal suo insediamento e a pochi mesi dalla scadenza dell’incarico, per “consentire” ai dipendenti di conferire con lui, cosa che evidentemente fino ad oggi era stata di difficile realizzazione: meglio tardi che mai. Sono rimasto basito scoprendo nel sindaco Mungai una vena poetico-pittorica che non gli riconoscevo: sempre che lo scritto sia farina del suo sacco, cosa di cui dubito. Ma se anche ha fatto solamente da ispiratore, devo riconoscere che Mungai ha imparato perfettamente l’arte di arrampicarsi sugli specchi: infatti, a parole, rivendica moralità e virtù, ma non risponde a mie precise contestazioni e all’invito a produrre alla Procura della Repubblica prove inerenti proprio alla sue decantate moralità e virtuosità nella sua amministrazione».

«Per il resto - conclude l'ex sindaco - non posso che confermare tutto quello che ho scritto e che è sempre frutto di accurata e responsabile ricerca e non viene, come sospetta Mungai, da “vie traverse che ricordano l’acqua fresca”».

Un antipasto non da poco, insomma, per una campagna elettorale che si preannuncia al vetriolo se, come pare, sarà proprio Larini lo sfidante di Mungai che proverà a restare in sella per un secondo mandato.

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