Il dolore
Barche ai lavori: ecco chi e come pagava
La testimonianza e la rabbia di un comandante: col nuovo regolamento posso restare solo sessanta giorni e non ho certezze
VIAREGGIO. «Mi è stato detto che me ne devo andare, che devo lasciare la banchina! Ma si rendono conto? Con questo mare e con la barca ai lavori, come faccio?»: è un fiume in piena Riccardo Moriconi, comandante della “Andrea&Andrea”, trentuno metri all'ormeggio dietro la sede della Berchielli. Moriconi è uno dei comandanti che ha ricevuto la comunicazione dell’Autorità portuale in merito al nuovo Regolamento entrato in vigore d’intesa con la Capitaneria di porto. Tutti gli approdi per lavori vengono disciplinati per la prima volta a Viareggio e le autorizzazioni fin qui concesse devono essere riviste alla luce del nuovo provvedimento. Due mesi più due la permanenza ammessa, e nel tempo che passa tra la domanda e la risposta (nel Regolamento viene fissato un massimo di 30 giorni) le imbarcazioni già presenti dovrebbe andarsene. «Così mi è stato detto negli uffici dell'Autorità portuale», continua la protesta di Moriconi. Che spiega: «I lavori li diluisco lungo tutto l'inverno… Invece ora mi dicono che non si può più. Che si può stare solo sessanta giorni, rinnovabili di volta in volta e tutte le volte tocca pagare 200 euro di istruttoria! I miei pezzi di motori arrivano dalla Germania: per questo rimaniamo tutto l'inverno. Ora, invece, nessuno ci dà più una certezza…».
Le parole di Moriconi riportano dritti ai motivi del nuovo Regolamento e della fretta con la quale si è dovuti intervenire, nel mentre è in corso l'inchiesta della Procura di Lucca (pm Fabio Origlio), per mettere ordine in quello che era l’ “andazzo” di fronte al quale tutti chiudevano gli occhi. Il Comune per primo, amministrazione dopo amministrazione. Tutti sapevano che le banchine destinate alle unità navali ai lavori, pubbliche e gratuite in quanto ad ormeggio, in realtà erano oggetto di una "guerra" all'ultimo approdo. Ed il termine non è esagerato: perché - racconta "radio-banchina" con tanto di nomi e cognomi - chi non stava alla regole si vedeva arrivare tre personaggi, sempre i soliti, che potevano e sapevano rendere la vita impossibile.
«Il risultato di come ci stanno trattando - racconta Moriconi - è che ci costringono ad andare via. In tanti stiamo chiedendo preventivi in altri porti». Anche a costo di pagare più di quanto di sborsasse per soggiornare negli specchi acquei viareggini. Soggiorno che sulla carta era gratuito e a tempo, ma in realtà costava - è la testimonianza del comandante - «50-60 euro al giorno più i consumi». Nel senso di acqua, luce e anche la spazzatura che, però, le barche smaltivano in proprio. «Io pagavo a chi forniva i consumi - insiste Moriconi - con regolare fattura. A chi andavano i soldi, poi, non lo so». Tariffe non lecite ma concorrenziali, sia pur con qualche variazione. L'approdo nel porto di Saint-Tropez - sono le cifre che snocciola Moriconi - viene concesso a 100 euro il giorno più i consumi, mentre nel porticciolo privato della Lusben a Viareggio si sale a 150 euro al giorno.
Senza contare, prosegue la testimonianza, «una burocrazia che negli altri porti non vedi. Basti pensare che ogni mese di permanenza dovevamo riportare tutte le carte della barca in Capitaneria. Tutti i santissimi mesi toccava ripresentarsi con tutto il faldone…». Fino ad oggi - è la considerazione di Moriconi - «abbiamo pagato un obolo che si sa bene come veniva smistato…Ma la soluzione per il porto di Viareggio non è quella del Regolamento approvato. La soluzione è dare in concessione gli specchi acquei ad una persona. Io come utente alzo il telefono e trovo il referente di cui ho bisogno. C’è stato un momento in cui in porto era un Far West: mi è capitato personalmente di uscire per andare a fare gasolio, rientrare e non trovare più il posto. Se vogliamo tornare a questo livello, ditelo che non si viene più».
La voce del comandante non è la sola a levarsi contro il nuovo Regolamento: «Noi facciamo girare il lavoro per tutti, in porto», racconta chi tratta imbarcazioni usate. E Moriconi aggiunge una cifra, per chiarire di cosa stiamo parlando: «Solo l'anno scorso ho lasciato a Viareggio 150mila euro di lavori, da settembre aprile. Tanto per fare un esempio: mi è marcito un mobile e ho dovuto commissionarlo al falegname completamente nuovo. E bene o male io la spesa la facevo a Viareggio. Ora vorrà dire che questi soldi andranno da un’altra parte. E togliamo ancora indotto alla città...».
Il confronto comandanti-Autorità portuale è appena cominciato. Con uno strascico, per quanto riguarda Moriconi: «Noi siamo ormeggiati ai corpi morti. L’Autorità dice che è un reato...Beh, allora è almeno vent’anni che viene consumato...Sotto gli occhi di tutti».
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