Il dolore
Mungai entra a gamba tesa «Con Larini un disastro»
MASSAROSA. «Larini non faccia il paladino della trasparenza e della legalità: la su amministrazione è finita più volte nel mirino della procura e della corte dei conti. Canessa ha riordinato l’ente...
MASSAROSA. «Larini non faccia il paladino della trasparenza e della legalità: la su amministrazione è finita più volte nel mirino della procura e della corte dei conti. Canessa ha riordinato l’ente in sintonia con l’amministrazione e i dipendenti». A intervenire sulla polemica scatenata dall’ex sindaco Fabrizio Larini sul programma di “ascolto” per i dipendenti del Comune, è l’attuale primo cittadino Franco Mungai. «La tua campagna della menzogna, della denigrazione, delle offese - va giù duro Mungai - trovano condivisione solo tra coloro che della tua gestione hanno saputo trarre profitto, non per la collettività, ma per i propri interessi, cominciando proprio da te. Il dottor Canessa ha condotto un’azione di riorganizzazione dell’ente in piena sintonia con l’amministrazione che ha portato a creare una struttura, senz’altro non perfetta ma sicuramente molto migliore di quella trovata. Le giornate dell’ascolto si tengono da quasi due anni e sono dedicate a coloro che hanno voglia di dialogare con la direzione generale sui problemi organizzativi interni, sul benessere interno, che non è una nostra invenzione, ma un obiettivo indicato dalla normativa vigente. Addirittura si arriva ad insinuare che l’ottenimento degli importanti premi siano una contropartita di incarichi alle persone giuste. Da piccolo mi hanno insegnato che solo che chi agisce male pensa male, ma ti assicuro che detti premi e riconoscimenti sono frutto di azioni, scelte, iniziative importanti ed innovative per tutte la nostra comunità massarosese. Certamente nessuno si è fatto vivo quando eri sindaco a chiederti per imparare come è possibile consentire interventi come la Baccanella, il Tropicana, ecc, oppure come si fanno ad elargire troppi incentivi ai dirigenti ed essere bacchettati dalla ragioneria generale dello Stato e dalla Corte dei Conti».
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