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In città l’Accademia nazionale del Carnevale

VIAREGGIO. «Lo Stato riconosce il valore storico e centrale del Carnevale nella tradizione italiana e le attività ad esso collegate, quali manifestazioni delle più antiche tradizioni popolari e di...

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VIAREGGIO. «Lo Stato riconosce il valore storico e centrale del Carnevale nella tradizione italiana e le attività ad esso collegate, quali manifestazioni delle più antiche tradizioni popolari e di ingegno del popolo italiano, favorendone lo tutela e lo sviluppo in accordo con gli Enti locali». È il senso del disegno di legge presentato da Manuela Granaiola, Silvana Amati e Andrea Marcucci, tutti senatori del Partito democratico.

L’articolo 2 continua ancora stabilendo di istituire con l’approvazione del provvedimento «un’apposita sezione nel Fondo unico per lo spettacolo, da emanare entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge». Perché ciò sia possibile si prevede di rifinanziare il Fondo unico con la cifra di 3 milioni di euro «a decorrere dal 2013». Il 50% di questa somma «è destinato alla Fondazione Carnevale di Viareggio. Il restante 50% è ripartito tra le altre manifestazioni carnevalesche di rilievo nazionale».

All’articolo 3 si prevede l’istituzione dell’Accademia nazionale del Carnevale, con sede a Viareggio: «L’Accademia - si legge - promuove e tutela la cultura del Carnevale, attraverso l’organizzazione di corsi di studi teorici e pratici volti a tramandare le abilità artigianali e le conoscenze culturali del Carnevale nelle sue massime espressioni».

Maestri d’ingegno della Fondazione «sono i carristi riconosciuti dalla Fondazione del Carnevale di Viareggio in base al curriculum e alle abilità dimostrare nell’allestimento dei carri».

Il disegno di legge, all’articolo 1, prevede - spiega Manuela Granaiola - «una delega al Governo per la riforma dei Codice dei beni culturali e del paesaggio con la finalità di inserirvi le espressioni di identità culturale collettiva anche quando siano rappresentate da testimonianze immateriali. Ciò al fine di rendere possibile il riconoscimento delle attività e delle manifestazioni del Carnevale come “beni culturali” a tutti gli effetti, in considerazione della loro rilevanza storico-culturale e turistica». (d.f.)

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