Il Tirreno

Versilia

CACCIA Al CINGHIALE TROPPI RISCHI

di ALBERTO MORI*

Dal punto di vista dell’Arcicaccia un problema complicato come quello della presenza di cinghiali in aree dove la caccia al cinghiale nelle forma tradizionali non può essere effettuata, non può...

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Dal punto di vista dell’Arcicaccia un problema complicato come quello della presenza di cinghiali in aree dove la caccia al cinghiale nelle forma tradizionali non può essere effettuata, non può essere risolto con una soluzione semplice o semplicistica. Devono essere trovate soluzioni efficaci ma che nel contempo riescano a coprire e capire le esigenze di tutti e soprattutto la salvaguardia e l’incolumità di chi vive, lavora o passeggia in queste aree.

La soluzione trovata sul regolamento della caccia al cinghiale nelle aree non vocate non va in questo verso ma scarica sia Atc che Provincia dalle proprie responsabilità mettendo in sconcertante evidenza la poca lungimiranza di tutti quelli che hanno sottoscritto questo regolamento, un atto creato appositamente senza regole, senza controlli, al fine di poter dare mano libera a quelli che considerano questo tipo di caccia uno strumento per far cassa e quelle associazioni venatorie che per trovare qualche tesserato in più sono andate a soddisfare i pruriti venatori di persone poco disponibili a seguire le regole e i protocolli che esistono per le squadre di cinghialai. Scaricando successivamente (così prevede la legge) eventuali problemi sui singoli individui.

Il problema non può essere così gestito: sparare a palla non è la stessa cosa che sparare con una cartuccia a pallini. Sembra un cosa ovvia ma per evitare problemi nella caccia al cinghiale in forma di battuta sono state definite delle regole. Il nuovo regolamento nelle aree non vocate autorizza di fatto la caccia in forma di battuta. È vero che prevede un numero massimo di tre partecipanti per ogni squadretta ma come ben sappiamo è facile da eludere ed è poco controllabile. Chi effettuerà questo tipo di caccia in questa forma, non avrà nessun obbligo di palinatura, informando le persone del pericolo che questo tipo di caccia porta ai frequentatori dei luoghi interessati alla battuta, cosa invece giustamente in obbligo per le squadre di cinghialai. Quindi sarà facile trovarsi nel mezzo di una battuta senza esserne consapevoli, con i rischi che tutti possiamo ben capire.

Chi avrà restrizioni sono i cacciatori che fanno altri tipi di caccia, sarà ulteriormente ristretto il territorio a loro disposizione e quelli iscritti alle squadre che devono dare la disponibilità per interventi di controllo nei territori contigui alle zone vocate, bene ma potranno cacciarli solo di giovedì. Visto che per raggiungere il piano di abbattimenti assegnato devono cacciare il mercoledì il sabato e la domenica nelle aree vocate come fanno a intervenire anche il giovedì?

I problemi nei terreni coltivati continueremmo ad esistere. Esiste di fatto una disparità di trattamento tra i cacciatori componenti delle squadre e chi pagando 17 euro (quindi addirittura meno) potrà effettuare la stessa caccia. Per questi motivi non abbiamo sottoscritto il regolamento.

*coordinamento provinciale

Arcicaccia

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