Sicurezza
La bandiera blu finisce nel mirino della procura
I carabinieri hanno chiesto al Comune la documentazione relativa alla procedura che ha portato all’assegnazione dell’importante riconoscimento promozionale
PIETRASANTA. Procura in Comune per indagare sulla procedura di assegnazione della Bandiera Blu. E così, dopo una girandola di divieti di balneazione - ben 3 negli ultimi mesi a Motrone e dintorni -, polemiche fra la categoria dei balneari e l'amministrazione Lombardi - le parti sono ai ferri corti da settimane - e le indagini ad ampio raggio da parte dei vari Enti per individuare scarichi inquinanti sul territorio, la Procura decide di mettere nel mirino lo stato di salute del nostro mare ed i criteri relativi al riconoscimento del vessillo appunto assegnato dalla Fee (Foundation for Environmental Education), l'organizzazione internazionale non governativa e no-profit con sede in Danimarca. Bandiera Blu che, nell'attestare tutta una serie di standard qualitativi delle acque e delle spiagge, è anche volano promozionale di sicuro impatto perché avere o non avere la bandiera in questione fa la sua bella differenza.
E così nei giorni scorsi i Carabinieri, su mandato della Procura di Lucca, hanno fatto richiesta agli uffici comunali di tutta una serie di carte: a quanto pare le documentazioni che saranno passate al setaccio dagli inquirenti, riguarderebbero anche le ordinanze legate ai divieti di balneazione e la loro conseguente revoca. Nella sostanza si vuole saperne di più sulle procedure adottate e ancora conoscere i soggetti che hanno seguito i diversi iter. Dai divieti di balneazione alla Bandiera Blu il passo è conseguente: in questo caso Carabinieri e Procura vogliono capire come si è arrivati al conferimento del vessillo includendo, nelle indagini, le diverse certificazioni inviate alle Fee, viatico all'attestazione della Bandiera che, come noto, prende in considerazione dati quali l'educazione e la gestione ambientale, la qualità delle acque, i servizi di collegamento al litorale, la pulizia delle spiagge e via dicendo. L'ultimo divieto di balneazione a Motrone, causa analisi Arpat non rispondenti ai parametri di legge, risale a martedì scorso: dopo 2 giorni la revoca dello stesso divieto a firma del sindaco confortato dagli esiti delle contro-analisi. Adesso, in quel mare inchiostrato di blu, la Procura vuole fare chiarezza.
«Sono stato informato ieri di questa indagine molto probabilmente scaturita da un esposto - si è limitato a dire Lombardi - stiamo raccogliendo le carte che consegneremo ai carabinieri martedì».
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