La protesta
Il primario Gagliardi: su quel bimbo l’ecografia sarebbe stata inutile
AREGGIO. Il giorno dopo la denuncia da parte dei genitori del bimbo di due anni e mezzo operato d'urgenza al Meyer di Firenze perché aveva un sassolino nella trachea che gli procurava problemi alla...
AREGGIO. Il giorno dopo la denuncia da parte dei genitori del bimbo di due anni e mezzo operato d'urgenza al Meyer di Firenze perché aveva un sassolino nella trachea che gli procurava problemi alla respirazione, il primario della pediatria dell'Asl 12 Luigi Gagliardi spiega il percorso diagnostico seguito all'ospedale Versilia per trattare il caso.
«Il bambino è stato visitato una prima volta nella notte tra il 16 ed il 17 agosto per tosse (vedi referto triage). I genitori - prosegue Gagliardi - riferivano che aveva sofferto altre volte di broncoplasmo, accennando durante la visita della pediatra alla possibile inalazione di sabbia, senza citare assolutamente al ghiaino. Il bambino è stato dimesso in ottime condizioni e con il suggerimento di tornare, se necessario. Il piccolo è tornato al pronto soccorso pediatrico nel pomeriggio del 18 agosto e i genitori in questo secondo caso hanno specificato che forse il piccolo aveva inalato della ghiaia. Le condizioni generali e di respiro del bambino erano normali, ma sulla base di quella dichiarazione la pediatra, la stessa, ha deciso di fare una radiografia che ha rilevato la presenza di un corpo estraneo nel bronco destro».
Da qui l'immediato contatto con l'ospedale Meyer per la rimozione del corpo estraneo e l'immediato trasferimento a Firenze, dove la rimozione è avvenuta in endoscopia e il bambino ha ricominciare a stare bene. «Non è stata fatta - conclude Gagliardi - alcuna ecografia, né al Versilia né al Meyer, in quanto esame in questo caso perfettamente inutile».
Alla ricostruzione del primario, seguono due considerazioni del direttore generale. «La prima - afferma Brunero Baldacchini - è che la ricerca spasmodica di notizie scandalistiche in sanità non solo è scorretta nei confronti dei professionisti che svolgono giornalmente il proprio lavoro ma soprattutto è pericolosa per gli utenti del servizio. Debbo, infatti, pensare che il padre, certamente in perfetta buona fede, chieda con forza perché non sia stata fatta una ecografia (perfettamente inutile nel caso) perché a ciò indotto in qualche modo da altro articolo di stampa apparso pochi giorni prima, simile ed altrettanto errato nel merito.La seconda è che gli strumenti scientifici e le tecnologie a disposizione dei professionisti non possono essere utilizzati sempre e comunque (che ci voleva a fare una ecografia ?, si dice).Tali tecnologie vanno usate quando ciò è clinicamente necessario, a giudizio del professionista.Forzare la mano in questo senso - conclude il direttore generale dell’azienda sanitaria versiliese - induce inefficacia, inappropriatezza, certe volte danni al paziente e quella che viene chiamata Medicina Difensiva, chiaramente inopportuna e non nell'interesse del paziente».
Sappiamo tutti quanto sia difficile il lavoro del medico, quanto sia importante poterlo svolgere in piena serenità, quanto sia ingiusto generalizzare. Ma il nostro mestiere è raccontare quello che succede.
Al direttore generale dobbiamo rispondere rassicurandolo che qui nessuno «si mette alla ricerca spasmodica di notizie scandalistiche in sanità». Semplicemente raccogliamo - come nel caso dei due bambini a cui fa riferimento - le sempre più frequenti denunce di persone arrabbiate per diagnosi giudicate quanto meno non tempestive.
Che nel merito abbiano ragione o meno non sta a noi dirlo. Ma è evidente che tutte queste segnalazioni che arrivano alle redazioni dimostrano una sensibilità sempre più acuta dei cittadini verso il livello di assistenza che viene offerto. E allora chi dirige le Asl deve non fare spallucce o immaginare complotti ma riflettere se i propri protocolli sono sempre appropriati. E anche attrezzarsi per essere pronto a rispondere subito - con i tempi dei cittadini e non con quelli della propria organizzazione - alle richieste di chiarimento. Anche così, con la massima trasparenza e soprattutto tempestività, si dà una mano importante a non far crescere una valanga di sfiducia. Che piaccia o meno è finito per tutti il tempo dell'autorevolezza scritto nel diploma, oggi va riconquistato ogni giorno sul campo.
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