Sicurezza
Aperitivi no alcol? Si può fare
Un successo il concorso organizzato tra i bar di Seravezza
SERAVEZZA. «Che aperitivo prendiamo?». È la classica domanda che si fanno gli amici che si incontrano prima di cena per consumare una bevuta insieme in qualche locale. Ma se ci si ritrova a Seravezza la risposta è semplice: l’Aperitivo analcolico.
Uno di quelli preparati per il concorso omonimo che ha organizzato l’Acat Versilia in collaborazione con l’amministrazione di Seravezza e i bar del comune.
Quest’anno sono stati in 15 ad aderire al progetto, «che ha come obiettivo - spiega Bruno Vangelisti, presidente dell’Acat - non quello di boicottare il consumo di Alcol ma soltanto quello di diminuirne i consumi, e dimostrare che ci si può divertire anche consumando bevande analcoliche». Siamo oltre il giro di boa del concorso, e quest’anno secondo gli organizzatori l’Aperitivo analcolico sta avendo un relativo successo. Si è aperto i 21 giugno e si chiuderà il 21 settembre: sarà premiato il caffè che è stato in grado di vendere maggiori aperitivi ricevendo i voti positivi dei clienti. La premiazione avverrà il 6 ottobre.
«Si tratta di lavorare per creare alternative - continua Vangelisti - è un modo per sensibilizzare su questo tema clienti e commercianti: facendo a meno dell’alcol non è che diminuiscono le entrate». C’è poi, questo è scontato, l’aspetto salutare che se ne può ricavare dalla diminuzione del consumo di alcol. «Si promuovono dei corretti stili di vita - commenta il dottor Guido Intaschi, dell’Asl Viareggio. Inoltre si cerca di spezzare il nesso tra divertimento e alcol, o sballo, che è molto preoccupante».
Per adesso i 15 bar, tra Seravezza e Querceta, che sono quasi la totalità di quelli presenti nel comune, hanno venduto una media, chi più chi meno, di più di 30 aperitivi. «È una filosofia che sposiamo in pieno per questo già per il secondo anno - commenta Riccardo Biagi, assessore di Seravezza - abbiamo dato il nostro sostegno e così lo sarà per il 2014». Intanto obiettivo dell’Acat Versilia è quello di estendere il progetto ai locali del comune di Forte. «Stiamo proponendo - afferma Giuseppe Petrini di Acat - una ritualità diversa che tra l’altro va anche incontro a quelli che sono i divieti di legge, ovvero vendere alcol ai minori di 18 anni, e quindi anche ai commercianti». (t.b.g.)
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