Il Tirreno

Versilia

Scoperti 35 abusi edilizi nei guai anche un bagno

di Luca Basile
Scoperti 35 abusi edilizi nei guai anche un bagno

Nel mirino della polizia municipale sono finiti un esercente di Marina e il concessionario di uno noto stabilimento balneare. In arrivo altri casi

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PIETRASANTA. Guai in arrivo per il concessionario di un noto stabilimento balneare e ancora per il titolare di un pubblico esercizio sempre del lungomare. I due, infatti, sono finiti nel mirino della Polizia municipale a causa di alcuni abusi edilizi contestati fra l'altro in una zona, che in quanto soggetta a vincolo, comporterà l'avvio di un doppio iter: amministrativo e penale.

In realtà sia lo stabilimento balneare che il locale in questione sembrano trovarsi “in buona compagnia”, «visto che da gennaio ad oggi sono ben trentacinque le infrazioni in chiave edilizia già depositate ed in questa al vaglio delle autorità giudiziarie» afferma il vice-comandante della Polizia municipale Giovanni Fiori che aggiunge: «La problematica, però, è da ritenersi piuttosto estesa e riguarda sia le zone collinari, che il centro, che ancora la Marina e coinvolge abitazioni come attività commerciali».

Molto probabile, vista la tendenza in atto e l'attività di controllo portata avanti dai vigili d'intesa con gli uffici, che nel 2013 su valichi la soglia delle cinquanta infrazioni “certificate” sul territorio. Numeri importanti che si legano soprattutto al mancato rispetto delle norme per quanto riguarda «ampliamenti, modifiche strutturali, sopraelevazioni non consentite, vani destinati all'uso non previsto, inizio dei lavori ancora prima del rilascio del titolo edificatorio» spiegano dal Comando.

Per quanto riguarda gli abusi realizzati, e poi individuati, su spiaggia spesso si legano a lavori di “tamponatura” di spazi aperti, in modo da ampliare la superficie oggetto di servizio alla clientela o ancora a modeste o più significative modifiche strutturali. Le conseguenze, per la persona denunciata, non si limitano, come detto, ad una mera sanzione amministrativa, con base di partenza di poco superiore ai cinquecento euro, ma soprattutto al ripristino della situazione antecedente l'abuso e quindi alla demolizione del manufatto contestato.

C'è poi l'aspetto penale che in alcuni casi ha come epilogo un processo, in particolare quando il reato è commesso in zone, vedi appunto la Marina, soggette a vincolo e a particolari restrizioni di carattere edilizio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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