Bufera su Rete Versilia, partono le prime vertenze sindacali
Lavoratori sul piede di guerra dopo che l’editore, il presidente della Misericordia, Roberto Monciatti, ha cambiato le serrature della sede dell’emittente a seguito dello sciopero organizzato dai dipendenti da tempo senza stipendio
Le cooperative che garantiscono i pochi servizi rimasti (cimitero e ambulanze) avanzano retribuzioni arretrate da sette mesi. Le ambulanze garantiscono il pronto intervento ormai solo la notte. Da ieri sul tavolo dell’avvocato delle Misericordia presieduta da Roberto Monciatti ci sono tre vertenze legali avviate da altrettanti dipendenti. Se è vero – come si dice – che i conti dell’Arciconfraternita non sono ancora tali da obbligare al commissariamento, certo è che della più antica associazione di volontariato della città resta bene poco. Ieri i lavoratori di Rete Versilia hanno incontrato, insieme ai sindacalisti di Cgil e Cisl, i colleghi delle testate locali. Reduci da un fine settimana di sciopero che hanno visto Monciatti replicare con tre azioni che rischiano di fargli arrivare una denuncia per attività antisindacale. «Dopo lo sciopero di lunedì, ha cambiato la serratura – è la testimonianza dei lavoratori – per entrare dobbiamo attendere che lui apra. Ed è lui a chiudere, ogni sera».
A questo quadro, già abbastanza fosco, ci va aggiunto il fatto di «avere i creditori alla porta, tanto che non ci vengono più vendute neppure le cassette per registrare». «La nostra richiesta – spiegano davanti ai lavoratori Simone Tesi (Cgil) e Federico Fontanini (Cisl) - è di riattivare il confronto interrotto. Se così non sarà arriveranno altre iniziative di lotta ed altre vertenze».
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