Il Tirreno

Versilia

L’Alberghiero resta senza laboratori e con gli occupanti

L’Alberghiero resta senza laboratori e con gli occupanti

In ritardo anche i lavori di manutenzione straordinaria dell’edificio. I prof: «Servono risposte immediate»

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VIAREGGIO. Un inizio anno tutt’altro che facile per insegnati e alunni dell’alberghiero “Marconi” di Viareggio. Tra “inquilini” non autorizzati all’ultimo piano dell’istituto - ospitato nell’ex Collegio Colombo - e cioè le famiglie di senza tetto che hanno occupato alcuni mesi fa l’edificio e laboratori non funzionanti la scuola, tra le più gettonate tra i giovani della Versilia, rischia di non poter cominciare la propria attività regolarmente. Tanto che il Collegio docenti dell’Isi “Marconi” ieri ha sottoscritto un documento inviato a tutti gli amministratori locali (anzitutto quelli della Provincia e del Comune di Viareggio) e al ministero per chiedere soluzioni ai «ben noti problemi di deficienza strutturale e funzionale» scrivono i prof.

«Attualmente è in vista la conclusione dei lavori di messa a norma e manutenzione straordinaria della porzione di stabile ex Collegio Colombo di pertinenza della scuola, finanziati dalla Provincia - scdivono gli insegnanti - Essi, tuttavia, non saranno totalmente conclusi per l’11 settembre, data di apertura della scuola agli studenti, in quanto iniziati in ritardo per motivi di forza maggiore non imputabili all’ente in questione. È invece ancora lontano da qualsiasi risposta risolutiva il problema, diffusamente e ripetutamente segnalato, della mancanza di laboratori di cucina e sala». Che si aggiungono alla mancanza di aula magna, sala degli insegnanti, aule di sdoppiamento, aule dedicate e così via.

Gli insegnanti chiedono con forza, insieme alla dirigenza scolastica «la possibilità di svolgere debitamente il proprio lavoro, finalizzato alla formazione professionale degli studenti, che, a loro volta, hanno il diritto di fruire degli spazi e degli strumenti necessari per la preparazione all’auspicabile ingresso nel mondo del lavoro. Non può sfuggire ad alcuno che presumere di formare dei professionisti all’altezza delle richieste dell’odierno mercato del lavoro e, in più, in un territorio che ha estrema necessità di qualificazione e specializzazione nel suo settore economico essenziale, quello dei servizi relativi all’accoglienza, senza poter fruire della didattica laboratoriale ovvero dei laboratori in cui apprendere concretamente il mestiere, è cosa che fa sorridere. Un insegnante di cucina senza cucina, un insegnante di sala senza sala come possono esercitare la loro competenza didattica in maniera necessaria e sufficiente?». Peraltro il monte ore di lezione in laboratorio per l’istituto è aumentato ed è obbligatorio. C’è insomma bisogno di una risposta immediata che «deve essere fornita dai responsabili degli Enti di riferimento (Comune e Provincia) e deve essere sollecitata anche dalle categorie e dagli attori economici, nell’interesse della qualificazione di una offerta competitiva del territorio, e da tutta la cittadinanza viareggina e versiliese».

Da non sottovalutare infine «la promiscuità di un’utenza per gran parte di minori con una realtà composta di persone del tutto estranee alla realtà scolastica, che può costituire problemi per la disciplina ed anche per la sicurezza, su cui per altro gli insegnanti sono richiamati ad una responsabilità». E il riferimento è naturalmente ai senza tetto che abitano da mesi nella foresteria all’ultimo piano della scuola

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