Il Tirreno

Versilia

Identificato il cadavere della cava è di un pensionato di 60 anni

di Luciano Menconi
Identificato il cadavere della cava è di un pensionato di 60 anni

L’uomo morto dopo un volo di quaranta metri probabilmente era salito fino all’antro del Corchia in cerca di materiale abbandonato da rivendere. È stata la moglie a riconoscerne il corpo

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VIAREGGIO. Non era un escursionista, non era qualcuno che vive o lavora a Levigliani. Questo, anche se il volto era irriconoscibile per la violenza dell’impatto sul marmo dopo un volo di quaranta metri, è stato chiaro fin dal momento del rinvenimento del cadavere. Ieri la conferma: l'uomo trovato morto lunedì mattina nella cava di Borra Larga vicino all'Antro del Corchia era un pensionato di Viareggio, Massimo Fornaciari, operaio navale in pensione. Aveva sessant'anni.

A identificarlo è stata la moglie che, non avendolo visto tornare a casa, mercoledì pomeriggio si è presentata dai carabinieri per denunciarne la scomparsa. Il marito l'aveva salutata domenica mattina, lasciandole un biglietto in cui le diceva che si sarebbe allontanato per un paio di giorni. Lo faceva, ogni tanto. Partiva per andare a fare qualche lavoretto fuori Viareggio. Stavolta però non è tornato. E quando lei ha sentito alla televisione che era stato ritrovato il corpo di un uomo senza vita e come decapitato ha temuto che quel cadavere fosse lui.

Il sospetto era fondato. Così, anche se il viso era sfigurato, non c'è stato bisogno di ulteriori indagini, di attendere l’esito dell’esame del Dna o quant'altro. Lo ha subito riconosciuto chiudendo quello che mercoledì mattina si era presentato agli inquirenti come una specie di giallo. Mistero risolto, dunque. O, per quello che può contare adesso, quasi.

Cosa ci faceva Fornaciari domenica notte - ad allora secondo la prima perizia del medico legale risalirebbe la morte - sopra l'antro del Corchia. Impossibile dirlo con certezza. Di sicuro l'uomo per arrotondare la magra pensione con cui manteneva la famiglia, si arrangiava come poteva. Spesso raccoglieva per rivenderli ferri vecchi e altro materiale abbandonato sulle strade, in campagna, in zone più o meno fuori mano. Un modo per raggranellare qualche soldo che lo portava anche a spostarsi fuori Viareggio.

Ovviamente non può essere escluso a priori che il pensionato potesse avere raggiunto la cava di Levigliani nel cuore dell’alta Versilia per impossessarsi di materiale o oggetti della ditta che lavora la cava. Ma è un dato di fatto che non avesse precedenti penali e che addosso, nel punto dove è stato ritrovato cadavere e nella zona da lui percorsa prima di precipitare da quaranta metri, non siano stati trovati strumenti o arnesi strani.

In teoria, ma è solo un'ipotesi che gli inquirenti per dovere investigativo non prendere in considerazione, potrebbe avere raggiunto la zona insieme a qualcun altro che poi, messo in fuga dai proprietari saliti sulla cava dopo che si erano accorti che era andato in tilt l'impianto elettrico dell’azienda, sarebbe fuggito abbandonandolo lì. Ma si tratta per l'appunto solo di un'ipotesi, peraltro smontata dal fatto che l'automobile di Fornaciari è stata ritrovata in una strada del paese.

Certo che questa brutta storia che fin dall'inizio ha assunto i contorni del giallo si è conclusa nel modo più triste e raggelante. Con un uomo morto, mentre cercava di raccattare qualcosa che gli avrebbe potuto fruttare al massimo poche decine di euro.

Qualunque cosa sia successa davvero l'altra notte là sopra, qualunque fosse il motivo per cui un pensionato di sessant'anni si è arrampicato sopra una cava, al buio, ritrovandosi a correre lungo il piccolo sentiero che la sovrasta e poi precipitare nel vuoto, adesso ci sono i familiari e le tante persone che lo conoscevano che ne stanno piangendo la morte. Una morte atroce e assurda, per l’appunto per una manciata di soldi, utili forse a tirare avanti per qualche giorno in più.

I funerali, per l’ultimo addio a Massimo Fornaciari, si svolgeranno oggi pomeriggio - l’appuntamento è alle ore 15,30 - nella chiesa del cimitero comunale al quartiere Marco Polo a cura della Croce Verde di Viareggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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