Sicurezza
«Noi stiamo con Matteo» La scelta dei consiglieri
Romanini, Mei e Zappelli firmano un documento verso il congresso del Pd: serve un partito con vocazione maggioritaria e chiaramente riformista
VIAREGGIO. «Sono tempi difficili...» per fare fronte ai quali «ci vuole un Pd che faccia il Pd, ossia un Partito democratico con vocazione maggioritaria e chiaramente riformista che si lasci definitivamente alle spalle le divisioni delle culture di provenienza e che spicchi il volo per costruire l’Italia dei prossimi anni». È con questo documento che David Zappelli, candidato “renziano” alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco, presenta - con una sorta di battesimo “renziano” - Chiara Romanini (presidente del consiglio comunale) e la consigliera Sandra Mei. Entrambe passate con il sindaco di Firenze lanciato verso la carica di segretario nazionale del Pd.
Il documento firmato dai tre chiede «che venga indetto al più presto il congresso con primarie libere e aperte, le stesse utilizzate nel 2005 per Prodi, nel 2007 per Veltroni, nel 2009 per Bersani e in molte città, tra le quali Viareggio, per la scelta del candidato a sindaco».
Con i tre consiglieri anche Adalgisa Mazza, “franceschiniana” di ferro, prossimo presidente della Fondazione Festival pucciniano, Alessio De Giorgi, l’uomo-comunicazione del sindaco Betti, già ad un passo dal candidarsi al Senato con la lista Monti. «In Toscana - spiega De Giorgi - i sostenitori di Monti aprirono la lista ai “renziani”, con un’operazione che è fallita». Ma, allora, se i militanti di Renzi possono correre con Monti, sono moderati o progressisti? «Monti è l’esponente di una cultura di centro - è la risposta - che in Toscana aveva messo in piedi quella operazione di coinvolgimento dei renziani che è miseramente fallita».
A spiegare il senso dell’operazione ci prova Chiara Romanini: «È un embrione di pensiero congressuale. Ed altri consiglieri arriveranno...».
Per sostenere Renzi ed il documento che così inizia: «La politica ha un significato se torna ad essere vicina alla gente, ad essere concreta e fattiva. Il confronto delle idee è il sale della democrazia e avrà più senso se non sarà chiuso in sé stesso e nei vecchi riti, ma interamente proteso alla costruzione di un futuro migliore per il nostro Paese».
Mentre i consiglieri viareggini si stringono intorno a Matteo Renzi, per domani è prevista a Camaiore la riunione degli amministratori versiliesi che fin dalla primarie nazionali per la scelta del segretario del Pd si sono detti “renziani”. Non sarà presente il sindaco Leonardo Betti: «Non sapevo dell’incontro e comunque alle 21 ho l’iniziativa alla festa del Pd di Viareggio con l’incontro pubblico già in programma». Alla domanda come si pone rispetto alle vicende interne al proprio partito e alla corsa di Renzi, Betti risponde senza pensarci su: «Al momento non mi schiero».
E per la serie “note a margine”, fa pensare la locandina della festa del Pd, nella quale l’appuntamento è pubblicizzato come dibattito con il “nostro sindaco...”. «Sono il sindaco di tutti, anche delle opposizioni», ci tiene a ribadire con forza Betti.
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